Servizio civile, il sindaco incontra
i cinque nuovi operatori volontari
Hanno tra i venti e i trent’anni e per i prossimi dodici mesi saranno una presenza quotidiana nei luoghi del Comune di Fabriano più frequentati dai cittadini. Sono i cinque operatori volontari del Servizio Civile Regionale che la scorsa settimana hanno iniziato il loro percorso e che questa mattina sono stati ricevuti in Comune dal sindaco Daniela Ghergo e dagli assessori Maurizio Serafini e Maura Nataloni. Tre di loro – Alice, Vanessa e Sebastian – sono stati assegnati al Museo della Carta e della Filigrana, nell’ambito del progetto “Musei da Ri-scoprire”, e affiancheranno il personale nelle attività di accoglienza, nelle visite guidate e nella valorizzazione del patrimonio cartario fabrianese. Chiara opererà invece presso la Biblioteca Comunale “Romualdo Sassi” con il progetto “Biblioteca in Movimento”, a supporto del pubblico di ogni età, dai bambini delle letture animate agli utenti con bisogni specifici. Jakub sarà di supporto alla sede centrale degli Uffici Comunali, a contatto diretto con i servizi che si relazionano quotidianamente con i cittadini. All’incontro di questa mattina hanno preso parte anche due dei ragazzi che hanno appena concluso il loro anno di servizio civile al Museo della Carta: Paolo, che ora è alla ricerca di un impiego e ha presentato domanda per il Servizio Civile Universale, e Sara, per la quale l’esperienza al Museo si è rivelata pienamente attinente al proprio percorso di studi, dall’accoglienza dei visitatori alla parte pratica delle visite guidate, percorsi che ha definito particolarmente dinamici e formativi.
Cinque storie diverse, cinque motivazioni che si intrecciano. Per qualcuno il servizio civile è la naturale prosecuzione di un percorso di studi, per altri un’occasione di riscoperta del proprio territorio, per altri ancora una scelta valoriale precisa. L’incontro è stato il momento per raccontarsi, spiegare cosa li ha portati fin qui e cosa si aspettano dai mesi che hanno davanti. Alice racconta così la sua scelta: «Volevo qualcosa che mi desse l’opportunità di partecipare attivamente alla vita sociale del mio territorio, acquisendo competenze relazionali e pratiche, e che mi permettesse di continuare a studiare, che resta la mia priorità. Il Museo della Carta mi ha colpito per la sua natura dinamica: mi dà la possibilità di approfondire la nostra storia e la nostra tradizione, entrarne a far parte in modo attivo e imparare concretamente l’arte della carta. L’aspetto che mi entusiasma di più è proprio l’arte della carta e della filigrana, l’idea di diventare parte attiva nel tramandare questa tradizione artigianale. Credo che la mia generazione sia un ponte tra tradizione, storia e nuova sensibilità contemporanea». Per Vanessa la candidatura è arrivata quasi per caso, scorrendo i social. Fabriano è la città in cui è nata e cresciuta, e il Museo della Carta è da sempre uno dei suoi simboli più riconoscibili anche fuori dai confini comunali: «Ogni volta che parlo della mia provenienza, c’è chi mi racconta di aver conosciuto Fabriano proprio venendo a visitare il Museo da bambino. Era inoltre il progetto più attinente al mio percorso di studi e un modo per mettermi in gioco, relazionandomi con visitatori di ogni luogo ed età. Mi piacerebbe portare sui social pillole di cultura legate al nostro patrimonio, in una chiave più fresca rispetto all’idea classica che le nuove generazioni hanno delle visite museali: avere nello staff persone giovani può creare un ponte tra opere antiche e un mondo moderno ricco di contenuti multimediali».
Sebastian è al secondo anno di università e ha individuato in questo momento del suo percorso il punto giusto per affiancare allo studio un’esperienza professionalizzante. Ha scelto il Museo della Carta sia per la vicinanza alla sede, sia per la possibilità di mettere in pratica le lingue che studia. «Ho scelto il servizio civile perché poteva essere un’esperienza formativa e un’opportunità per affacciarmi al mondo del lavoro, anche per iniziare a rendermi indipendente dal punto di vista economico. In questi mesi spero di migliorare il mio inglese e di svolgere le mie mansioni al massimo delle capacità. Credo che la mia generazione possa portare una maggiore connessione, soprattutto con i più giovani». Chiara arriva dalla provincia, studia Lettere a Macerata e già frequentava la Biblioteca di Fabriano come utente. Il progetto “Biblioteca in Movimento” è in linea con i suoi interessi di studio, ma la scelta del servizio civile ha per lei anche una forte radice valoriale. «Credo molto nei valori del servizio civile, nato negli anni Settanta come alternativa alla leva militare per gli obiettori di coscienza: i valori di pace e di difesa della patria mi appartengono. Pensavo che la biblioteca fosse il luogo silenzioso dove si va a studiare; mi sto rendendo conto invece di quanto sia uno spazio profondamente sociale, con un’utenza variegata, dai bambini di sei anni agli anziani, fino a persone con fragilità specifiche. Ho già iniziato a fare le letture con i bambini e spero di diventare sempre più brava e coinvolgente. La mia generazione può portare innovazione e nuove idee, da far incontrare con le prospettive delle generazioni precedenti».
Jakub, infine, ha alle spalle un’esperienza già maturata nei musei cittadini e ha scelto il Comune per conoscere più da vicino il funzionamento dell’ente e i bisogni della comunità. «Ho scelto il servizio civile per l’interesse verso questa forma di attività, che permette di contribuire concretamente alla comunità. È anche un modo per avvicinarmi all’ente in un’ottica lavorativa, comprenderne meglio il funzionamento, conoscere più da vicino i servizi offerti e i bisogni dei cittadini. Mi aspetto di ampliare il mio bagaglio di esperienze, soprattutto negli uffici che si relazionano con il pubblico, e di acquisire nuove competenze a livello amministrativo. La mia generazione può contribuire con una maggiore attenzione alla comunicazione, più efficienza nella gestione e una risposta più rapida ai bisogni concreti, favorendo un avvicinamento dei giovani alla realtà del Comune». Nel ringraziare chi ha appena concluso il proprio percorso e nell’accogliere i nuovi operatori, il sindaco Daniela Ghergo ha sottolineato il valore di questa esperienza sia per i ragazzi sia per l’ente: «Il vostro è un punto di vista interessante, una capacità di osservazione diversa e privilegiata su ciò che si può fare di concreto per migliorare i servizi rivolti a cittadini e turisti. Accumulare bagagli di esperienza è importante: vi saranno utili nel vostro percorso lavorativo e di vita. Grazie a nome di tutta la comunità cittadina per esservi messi al servizio degli altri e per il vostro contributo che sarà prezioso per migliorare la nostra città».
Torna alla home page


