Il futuro della mobilità
si decide nei quartieri:
le richieste dei Ctp sul Pums
La pianificazione della mobilità del Comune di Ancona entra nel vivo con un forte richiamo alla partecipazione locale.
La Conferenza dei Presidenti dei Consigli Territoriali di Partecipazione (Ctp) ha infatti preso una posizione netta, mettendo nero su bianco le necessità dei singoli quartieri e delle frazioni in merito al nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums).
In una nota ufficiale, intitolata proprio “Presentazione osservazioni sul Pums da parte della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Territoriali di Partecipazione del Comune di Ancona”, viene ricordato il perimetro istituzionale in cui si muove questa iniziativa. La Conferenza precisa infatti che «l’attività svolta dai Ctp si inserisce nel quadro delle funzioni di partecipazione e consultazione previste dal “Nuovo regolamento per l’attuazione del nuovo decentramento partecipato”, con particolare riferimento all’art. 9, che attribuisce alla Conferenza dei Presidenti compiti di coordinamento e raccordo istituzionale tra gli organismi territoriali e l’Amministrazione comunale».
Il lavoro di analisi è stato capillare e ha toccato ogni angolo del territorio comunale. Entrando nel dettaglio dei documenti depositati, la Conferenza dei Presidenti dei Ctp spiega che «le osservazioni presentate (46 in totale) hanno riguardato sia aspetti generali e strategici del Pums, sia interventi puntuali relativi ai singoli quartieri, borghi e frazioni della città».
Le priorità emerse riflettono i bisogni quotidiani della cittadinanza, spaziando dalla transizione ecologica alla vivibilità delle strade. La nota della Conferenza elenca con precisione i punti nodali: «Tra i principali temi di preoccupazione e criticità osservati figurano: la tutela ambientale coniugata all’abbattimento dell’inquinamento atmosferico e acustico (corredato da un serio monitoraggio), il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale, la sicurezza stradale, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la mobilità pedonale e ciclabile, le “Zone 30”, i sistemi ettometrici, i parcheggi, la valorizzazione del verde urbano, il disincentivo all’uso del mezzo privato e il miglioramento dei collegamenti con le aree periferiche e le frazioni».
Un capitolo cruciale della presa di posizione riguarda le zone storicamente meno centrali della città, che rischiano l’isolamento senza una pianificazione attenta. I rappresentanti territoriali evidenziano come «particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze dei quartieri collinari, delle aree periferiche e dei borghi del territorio comunale, spesso caratterizzati da criticità legate all’accessibilità, alla sicurezza dei pedoni e alla carenza di collegamenti pubblici adeguati».
Questo pacchetto di proposte non è nato a tavolino, ma è il frutto di un percorso democratico dal basso. La stessa Conferenza ci tiene a sottolineare la metodologia utilizzata, spiegando che «le osservazioni sono il risultato di un lavoro approfondito svolto dai singoli Ctp attraverso riunioni, sopralluoghi e momenti di confronto con i cittadini». Per avere un quadro ancora più fedele della realtà, i Consigli non si sono limitati ai classici incontri: «In alcuni casi, i Consigli Territoriali hanno inoltre promosso strumenti di partecipazione diretta, come la somministrazione di questionari ai residenti, al fine di raccogliere dati, percezioni e proposte utili alla definizione di contributi il più possibile condivisi e rappresentativi delle esigenze reali della popolazione».
L’obiettivo finale è ora fare in modo che questa mole di dati e richieste non venga ignorata nel passaggio politico e tecnico in Comune. Guardando al futuro del provvedimento, «la Conferenza dei Presidenti ritiene fondamentale che il percorso di pianificazione della mobilità urbana continui ad essere accompagnato da un confronto costante con i territori, affinché il Pums possa tradursi in uno strumento realmente efficace, sostenibile e coerente con le specificità dei quartieri e delle frazioni della città di Ancona».
Il comunicato si chiude con un auspicio e una richiesta di ascolto formale alla giunta e ai tecnici comunali: «La Conferenza auspica infine che le osservazioni presentate vengano attentamente valutate nell’ambito dell’iter di approvazione definitiva del Piano, riconoscendo il valore del contributo partecipativo espresso dagli organismi territoriali e dai cittadini coinvolti».
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