La storia a lieto fine di M.:
il clochard scomparso in Germania torna a casa

JESI - L'uomo viveva per strada in grave marginalità con un passeggino. Intercettato dall'Unità di strada, è stato accolto nei dormitori di Jesi e Falconara. Attivata la rete dei servizi sociali: rintracciato il tutore legale

Una storia di marginalità stradale e fragilità psicologica si è trasformata in un esempio di coordinamento sociale, portando al ricongiungimento familiare di un cittadino straniero. Protagonista della vicenda è M., soprannominato “il Tedesco”, un uomo arrivato dalla Germania a Jesi in condizioni di estrema povertà. Senza fissa dimora, l’uomo viveva per strada spostandosi quotidianamente con un passeggino all’interno del quale erano custoditi tutti i suoi effetti personali. A intercettarlo per prima è stata l’Unità di strada della Caritas, i cui operatori hanno avviato un delicato percorso di avvicinamento fondato sulla fiducia e sul totale rispetto dei suoi tempi. Con il passare delle settimane, M. ha accettato cibo e coperte, per poi acconsentire all’accesso alla mensa e alla successiva ospitalità all’interno del dormitorio cittadino “Casa delle Genti”.

Il rinvenimento sul web di una segnalazione di scomparsa, pubblicata in precedenza da un quotidiano tedesco, ha confermato le forti fragilità psicologiche dell’uomo e ha fatto scattare una rete istituzionale coordinata dal Servizio Sociale dell’Asp, in stretta sinergia con la Caritas e la Polizia Locale del Comune di Jesi. M. è stato informato della sua iscrizione nella banca dati delle persone scomparse e ha dato il benestare per rassicurare i familiari sulle proprie condizioni di salute, pur non autorizzando la divulgazione della sua esatta posizione geografica. La svolta decisiva è maturata dopo il trasferimento temporaneo alla struttura di accoglienza “Tenda di Abramo” a Falconara Marittima, dove l’uomo ha finalmente chiesto aiuto agli operatori per potersi mettere in contatto diretto con il proprio tutore legale in Germania.

Il tutore, rintracciato telefonicamente, ha accolto la notizia con enorme sollievo e si è offerto di finanziare interamente le spese per il viaggio di rientro in patria. Nei giorni scorsi M. è salito su un treno dalla stazione ferroviaria di Jesi, accompagnato dai volontari, per fare definitivo ritorno a casa e rientrare nel circuito di assistenza tedesco. Prima di partire, l’uomo ha voluto compiere un ultimo gesto di gratitudine chiedendo di poter fare una donazione economica alla Caritas. Il tutore ha successivamente confermato che il viaggio si è concluso felicemente e che “il Tedesco” è finalmente a casa, a coronamento di un intervento integrato tra istituzioni pubbliche e terzo settore capace di tutelare i soggetti deboli rispettandone l’autodeterminazione.

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