Luigia Fortunato,
l’ennesimo femminicidio:
prima la lite, poi la furia col coltello
di Alberto Bignami
Un’escalation di tensioni mai assopite legata alla gestione del figlio conteso si è trasformata, ieri notte poco dopo le 22, nell’ennesimo tragico femminicidio (LEGGI QUI).
Teatro della tragedia un appartamento all’ultimo di due piani, del civico 194 di via Bramante, a Loreto.
La vittima è Luigia Fortunato, una giovane mamma di 33 anni originaria di Cerignola, molto conosciuta nella cittadina mariana dove lavorava prima come cameriera in un ristorante e, ora, come operaia in una ditta della zona.
A strapparle la vita sarebbe stato l’ex compagno, un 35enne tunisino con cui la relazione era ormai interrotta da tempo.
Stando a quanto ricostruito finora, ieri sera l’uomo si sarebbe presentato nell’abitazione della donna spinto dal costante desiderio di riallacciare i rapporti e dalla pretesa di riprendersi il bambino.
La discussione è rapidamente degenerata e il 35enne, al culmine del litigio, avrebbe impugnato un coltello infierendo più volte sulla donna e lasciandola agonizzante nel corridoio.
Subito dopo l’aggressione, l’uomo è sceso in strada in evidente stato di shock e con gli indumenti completamente intrisi di sangue. Alcuni passanti e residenti, vedendolo barcollare e sentendo la frase «L’ho ammazzata», hanno subito chiamato il 112 facendo giungere sul posto ambulanze e carabinieri.
Per la povera Luigia Fortunato, una volta raggiunto l’appartamento da parte dei militari dell’Arma e del personale sanitario, non c’era purtroppo più nulla da fare.
In quei momenti, per fortuna, il figlio della coppia si trovava con la nonna e non ha assistito al delitto.
Nel frattempo, i carabinieri hanno bloccato il presunto omicida portandolo poi alla Stazione dell’Arma di Porto Recanati, dove si è poi costituito.
Sul posto, non appena diffusasi la notizia, sono accorsi gli amici della 33enne uccisa e la mamma di Luigia Fortunato, frastornata dal dolore e allontanatasi una volta arrivati i carabinieri del RaCis (investigazioni Scientifiche) che hanno effettuato tutti i rilievi del caso e raccolto ogni prova, fino a notte inoltrata.
Dall’appartamento, è stato recuperato anche il gatto di Luigia Fortunato che i carabinieri, dopo aver recuperato un trasportino, hanno provveduto ad affidare alla mamma della vittima, sostenuta sempre dai tanti amici accorsi, che non l’hanno mai voluta lasciare sola un istante.
Dalle prime indagini emerge un quadro di forte fragilità e passata violenza. L’aggressore, che sarebbe già noto alle forze dell’ordine per questioni legate agli stupefacenti, in passato era già stato allontanato dal nucleo familiare proprio a causa della sua condotta violenta. Un passato che ieri sera è culminato nel più atroce dei delitti.
Femminicidio a Loreto. Donna uccisa a coltellate. Fermato il compagno: “L’ho ammazzata” (Foto-Video)
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