Riecco il Plasmagate,
Pd: «Sacche ancora bloccate».
Torrette replica: «Nessun intoppo»

POLEMICA – Tempesta sul congelamento di mille donazioni destinate agli scienziati romani. Dai vertici di Torrette spiegano: iter obbligatorio a tutela della riservatezza, nessun blocco logistico per l'attività dei prelievi

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La sanità marchigiana finisce nuovamente al centro della tempesta politica per il blocco di quasi mille sacche di plasma destinate alla ricerca scientifica che restano congelate ad Ancona. A sollevare il polverone è il consigliere regionale del Pd, Antonio Mastrovincenzo, che bolla la situazione come «uno scandalo senza fine» all’interno dell’Officina trasfusionale. La vicenda trae origine dallo spreco di oltre trecento unità di materiale biologico deteriorate nei mesi scorsi per carenze di personale; per limitare i danni, ad aprile era stato disposto il trasferimento di altre 932 sacche, non più idonee ai farmaci salvavita, all’Istituto superiore di sanità (l’Iss). Tuttavia, l’esponente dell’opposizione denuncia l’immobilismo degli uffici: «A distanza di oltre tre mesi, è tutto clamorosamente fermo» attacca il consigliere dem, sottolineando che «è semplicemente incredibile che la burocrazia impieghi mesi per un passaggio tecnico di questo tipo, mentre quelle sacche continuano a occupare spazio prezioso nei frigoriferi della Medicina trasfusionale di Ancona, che dovrebbe invece ospitare il plasma appena prelevato».

Antonio Mastrovincenzo

La replica della direzione sanitaria dell’Aou Ospedali Riuniti di Ancona non si è fatta attendere, respingendo le accuse di immobilismo e chiarendo la natura dei ritardi. I vertici ospedalieri precisano che le attività in corso non costituiscono un mero intoppo burocratico, bensì il rispetto di precisi obblighi di legge. «Le attività attualmente in corso non costituiscono un mero adempimento burocratico, bensì rappresentano il necessario rispetto di precisi obblighi di legge posti a tutela della protezione dei dati personali e della corretta gestione del materiale biologico destinato a finalità scientifiche», evidenzia la direzione dell’azienda dorica. Per autorizzare il trasferimento del plasma all’Iss è stato infatti necessario ottenere il parere favorevole dei vari Dpo delle singole aziende sanitarie regionali, un iter complesso conclusosi il 20 giugno con l’ultimo assenso dell’Ast di Macerata: «È pertanto improprio qualificare tali attività come “burocrazia”: si tratta, al contrario, di adempimenti obbligatori finalizzati a garantire la piena legittimità delle operazioni, la tutela dei donatori e la regolarità dell’utilizzo del materiale biologico».

I vertici della direzione sanitaria smentiscono categoricamente anche il paventato rischio di paralisi per la raccolta quotidiana di sangue. Le 932 unità in questione, precisa l’azienda, sono stoccate nei frigoriferi e non occupano gli spazi operativi dell’Officina trasfusionale. Dagli Ospedali Riuniti chiariscono infatti che le sacche «non occupano gli spazi destinati allo stoccaggio del plasma di nuova donazione, né incidono sulla normale operatività dell’Officina trasfusionale, che resta pienamente disponibile». I dati del mese di giugno confermano anzi un netto miglioramento delle performance del reparto, registrando un incremento sia nella raccolta complessiva che nella velocità di lavorazione, con l’azienda che assicura l’impegno a operare «secondo procedure che garantiscano piena legittimità e corretto utilizzo del patrimonio solidaristico rappresentato dalle donazioni».

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