La folle corsa tra Romagna e Marche,
lo speronamento poi la morte dopo il taser.
La vittima era in vacanza a Rimini

SENIGALLIA - Il 35enne ucraino si era messo al volante della Bmw dopo aver litigato con la compagna e la suocera, puntando verso sud. Sale a quattro il bilancio dei carabinieri feriti. Due le gazzelle danneggiate

I carabinieri davanti al Pronto soccorso di Senigallia

di Sabrina Marinelli

Sale a quattro il bilancio dei carabinieri feriti e a due gazzelle danneggiate, al termine del drammatico inseguimento di ieri mattina, costato la vita a un 35enne ucraino.

Una domenica di agosto si è trasformata nella sequenza da film d’azione ad alta tensione: una corsa folle, spinta a tutta velocità lungo la Statale Adriatica, che ha preso il via da Rimini per finire nel peggiore dei modi a Senigallia.

Tutto sarebbe scaturito da un’accesissima lite scoppiata con la compagna e la suocera proprio a Rimini, dove l’uomo si trovava in vacanza.

Sopraffatto dalla rabbia e ormai del tutto fuori di sé, il 35enne si è messo alla guida della berlina, una Bmw di colore bianco, puntando dritto verso sud.

Da quel momento è iniziato un viaggio da incubo che ha attraversato diverse località costiere.

Il primo allarme è scattato a Cattolica, dove l’auto ha sfrecciato seminando il panico: decine di automobilisti sono stati costretti a sterzate improvvise e manovre disperate per evitare impatti frontali.

Proseguendo verso Fano la situazione è letteralmente degenerata nel caos. Sfiorata la tragedia con un gruppo di ciclisti, evitati solo per un soffio. Sono stati proprio loro, ancora sotto shock, a dare l’allarme ai carabinieri.

Informati dai colleghi, i militari di Senigallia si sono subito attivati per intercettare il veicolo in arrivo. Nonostante i vistosi danni già riportati dalla vettura, l’uomo non ha minimamente accennato a rallentare.

I carabinieri in ospedale

Giunto a Senigallia, intento a proseguire la sua marcia, il 35enne ha speronato due gazzelle dell’Arma.

E’ stato costretto poi ad abbandonare il veicolo alla Cesanella, dopo aver urtato lungo tutto il tragitto anche alcuni mezzi in sosta.

Rimasto a piedi, si è messo a correre per tentare un’ultima disperata fuga che si è conclusa all’altezza di Villa Torlonia. Ha opposto resistenza in ogni modo, costringendo i miliari ad azionare il taser.

E’ salito in ambulanza in maniera autonoma e poi, arrivato al Pronto soccorso, è deceduto poco dopo per un arresto cardiaco.

In ospedale è andato subito anche un carabiniere ferito. Successivamente raggiunto da altri tre colleghi dopo aver preso calci e pugni dall’uomo che, nel tentativo di divincolarsi per sottrarsi alla presa, ha reagito con violenza.

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