Lancia un bicchiere d’acqua a un’ambulante,
lei reagisce sputando in faccia al cliente

SENIGALLIA - E' successo al Foro Annonario. La donna, un'africana, insisteva nel vendere ventagli e braccialetti e al secco rifiuto di una giovane, le ha dato della maleducata. Il genitore è intervenuto in difesa della figlia e la situazione è degenerata. Sul posto la polizia

Foto d’archivio

di Sabrina Marinelli

Violenta lite in un tavolino del Foro Annonario lunedì, verso le 19.30, dove un’ambulante ha sputato al cliente, dopo che questi le aveva tirato un bicchiere d’acqua per essersi rivolta male alla figlia.

La donna, che pretendeva di vendere un ventaglio e dei braccialetti alla giovane, con una certa insistenza, di fronte al netto rifiuto le ha dato della maleducata. La ragazza stava facendo un aperitivo con i genitori. Il padre non ha tollerato il modo con cui si è rivolta alla figlia. Ne è scaturito un botta e risposta, seguito da un bicchiere d’acqua lanciato  dal cliente del ristorante, seguito da uno sputo in faccia come risposta. Lui a quel punto si è alzato e lei ha afferrato una bottiglia di vetro dal tavolino. Stava per colpirlo in testa se non fosse stata prontamente fermata dal cameriere, che ha finito per prendersi pure uno schiaffo.

E’ successo all’esterno di un ristorante. Questa è la versione della polizia, intervenuta sul posto. Il personale del Commissariato ha ricostruito la vicenda ascoltando tutti i testimoni presenti. Verranno convocati e risentiti perchè il cliente è intenzionato a denunciare la donna per lo sputo ricevuto e un uomo che, assistendo alla scena, gli avrebbe dato del razzista.

Un episodio dai toni violenti che ha subito infiammato il dibattito cittadino. Sulla vicenda si sono schierate numerose associazioni locali — Libera Presidio di Senigallia Attilio Romanò, Collettivo Transfemminista Ortica, Rete Femminista Marche molto+di194, Centro Sociale Arvultura, Coordinamento donne Soi Cgil di Senigallia, FactoryZeroZero Aps, Associazione Dalla parte delle Donne, GrlS Marche, Arci Senigallia Aps, Scuola di Pace del Comune di Senigallia e Rete per la Pace Subito Senigallia — che hanno rivolto un appello pubblico: «Si condanni ogni forma di prevaricazione. Non ci si volti dall’altra parte di fronte a gesti di odio, discriminazioni e violenza fisica e verbale nei confronti di tutti, in particolare dei più vulnerabili. Bisogna tutelare la dignità umana nello spazio pubblico e riaffermare che Senigallia è e deve rimanere una comunità accogliente, plurale e antirazzista, dove il rispetto della persona viene prima di qualsiasi decoro di facciata». Nella nota fanno sapere che la donna era una migrante incinta.

«Sono veramente dispiaciuto per quanto accaduto, la violenza che ne è scaturita non se la merita nessuno né chi la vede né chi l’ha subita – commenta il ristoratore, che chiarisce -. Non si tratta di discriminazione, di genere o di etnia».

Un’attività, oltretutto, che a chi è in difficoltà non nega mai acqua o cibo e, di fronte al problema, il personale è subito intervenuto prima con il cameriere poi con il titolare per riportare la calma.

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