Pronto Soccorso in tilt per il caldo:
picco di accessi, pazienti dirottati

JESI – Giornata critica per un eccezionale incremento dei ricoveri estivi

Il pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani

Lunedì da incubo per la rete dell’emergenza-urgenza dell’Ast Ancona: un’eccezionale e improvvisa impennata di accessi ha mandato in sovraccarico il Pronto Soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, con forti ripercussioni anche sui presidi di Fabriano e Senigallia. A pesare in modo decisivo sulla giornata di lunedì 10 agosto è stata la temporanea saturazione dei reparti e delle strutture territoriali, che ha generato il fenomeno del boarding, ovvero la sosta prolungata dei pazienti in attesa di un posto letto. L’indice Nedocs, il parametro standardizzato che misura l’affollamento delle strutture d’emergenza, ha registrato nei tre presidi un valore medio superiore a 180, soglia che certifica ufficialmente uno stato di “grave sovraffollamento”.

Per arginare la pressione e garantire la continuità dell’assistenza, l’Azienda Sanitaria Territoriale ha fatto scattare immediatamente tutte le contromisure d’emergenza. Sul fronte della cooperazione interaziendale si è coordinato il trasferimento di diversi pazienti da Jesi verso Senigallia e Fabriano per decomprimere l’ospedale della Vallesina. Contestualmente, si è proceduto alla totale saturazione delle postazioni dell’Admission Room del “Carlo Urbani” e si è sfruttata la flessibilità dei reparti chirurgici, che hanno offerto supporto accogliendo pazienti in appoggio di pertinenza prevalentemente medica.

L’Ast Ancona ha inoltre smentito seccamente le notizie su una presunta carenza di barelle nel presidio. L’azienda ha precisato che le 30 barelle in dotazione al Pronto Soccorso di Jesi rappresentavano il numero massimo fisicamente e clinicamente gestibile in condizioni di sicurezza dal personale di turno. Non si è trattato quindi di una mancanza di presidi, ma di un eccezionale ed improvviso picco di domande legate al progressivo invecchiamento della popolazione e alle elevate temperature di questo periodo. La risposta strutturale a queste criticità, conclude la nota aziendale, resta legata agli investimenti in corso sugli Ospedali e sulle Case della Comunità per velocizzare le dimissioni protette ed evitare accessi impropri.

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