Violenza su donne, minori e anziani:
alla Mole il XIV Convegno regionale

La professoressa Loredana Buscemi
Più di 500 adesioni tra professionisti, istituzioni e studenti delle quinte classi delle scuole superiori di Ancona.
Sono i numeri del XIV Convegno regionale intitolato «La violenza sui minori, sulle donne e sugli anziani: riconoscere, proteggere, intervenire», in programma domani alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
Promossa sotto la direzione scientifica di Loredana Buscemi, la giornata si aprirà con un forum strategico istituzionale per poi sviluppare un percorso scientifico multidisciplinare tra competenze cliniche, medico-legali, sociali e giuridiche. L’obiettivo è rafforzare la capacità di cogliere i primi segnali di abuso e costruire risposte di protezione concrete e trasversali.
Al centro del dibattito, affianco alle forme classiche di maltrattamento, le nuove insidie digitali: controllo tramite smartphone, stalking digitale, sextortion e l’uso dell’intelligenza artificiale con i deepfake a sfondo sessuale. Fenomeni che toccano da vicino anche adolescenti e minori, per i quali i social network possono diventare cassa di risonanza di aggressioni e umiliazioni. Ampio spazio sarà riservato anche alla violenza psicologica, alla manipolazione coercitiva e all’abuso sugli anziani fragili, spesso sommerso tra isolamento e trascuratezza assistenziale.
Il confronto prenderà le mosse anche dall’esperienza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, attiva dal 2006 nei percorsi assistenziali dedicati. I dati aziendali del 2025 registrano 70 casi di maltrattamento su donne maggiorenni, 5 violenze sessuali femminili e 10 abusi o maltrattamenti su minori di sesso femminile: numeri rilevati nelle strutture che fotografano solo una parte di un fenomeno sommerso.
«Un sanitario può riconoscere il primo segnale, un assistente sociale individuare l’isolamento, un esperto forense valutare la prova digitale – sottolinea la direzione scientifica –. Per offrire una protezione concreta servono percorsi chiari e un dialogo costante tra sanità, magistratura, forze dell’ordine e servizi sociali».
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