Spettacolo dal vivo in crisi,
l’appello di Ocra a Comune e Regione

L’ASSOCIAZIONE che riunisce i professionisti anche del cinema e dell’arte contemporanea, ribadisce la propria disponibilità al dialogo costruttivo con le istituzioni, auspicando che sappiano cogliere la portata storica del momento per l’appuntamento di Ancona Capitale della Cultura 2028, garantendo alla cultura non solo la sopravvivenza, ma un ruolo centrale come «motore di sviluppo per l’intera comunità». Confronto a Palazzo del Popolo il 27 ottobre e, prima, il 20 ottobre a Palazzo Raffaello

I rappresnetanti di Ocra con l’assessore Marta Paraventi (quarta da destra)

L’associazione Operatori Culturali in Rete per Ancona (Ocra) ha lanciato un appello urgente per tutelare il settore della cultura a livello comunale e regionale, facendo il punto sui tavoli aperti con le istituzioni e ribadendo urgenze, preoccupazioni e proposte concrete per il futuro culturale del territorio.

La rete, che riunisce professionisti dello spettacolo dal vivo (Prosa, Poesia, Danza, Musica, Circo contemporaneo), del cinema e dell’arte contemporanea, esprime forte preoccupazione per l’attuale gestione delle risorse e chiede un impegno concreto per evitare che il comparto scivoli in una crisi irreversibile.

Sul fronte comunale, l’attenzione è rivolta al prossimo incontro con l’assessore alla Cultura Marta Paraventi, con la quale prosegue il confronto, fissato per il 27 ottobre. Gli operatori attendono risposte decisive su tre pilastri fondamentali: la costituzione della cabina di regia per il progetto “Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028”, l’aggiornamento puntuale del budget complessivo e le garanzie operative sulla concreta realizzazione dei progetti inclusi nel Dossier Ancona 2028.

L’associazione sottolinea la necessità di una visione unitaria per affrontare il più grande obiettivo culturale della storia recente della città: «Nel 2028 Ancona sarà la Capitale della Cultura di tutta la nazione, non solo di una parte, né tantomeno di un partito di quella singola parte: è dunque una sfida da vincere insieme». Ocra ribadisce che «la città ha bisogno del supporto unanime della maggioranza, sia all’interno che all’esterno del Consiglio comunale, così come del coinvolgimento attivo della minoranza, affinché questo ambiziosissimo obiettivo – il più grande mai affrontato da Ancona nella sua storia culturale recente».

A livello regionale, è previsto un incontro importante con il presidente Francesco Acquaroli il prossimo 20 ottobre. Il tema centrale del confronto sarà lo stato di “grave sofferenza finanziaria e programmatica” che affligge l’intero comparto marchigiano. Gli operatori intendono denunciare uno squilibrio strutturale in cui circa il 60% delle risorse regionali viene destinato al mondo amatoriale, penalizzando drasticamente la professionalità.

I dati presentati dagli operatori sono allarmanti: nel solo settore dello Spettacolo dal Vivo, l’80% delle strutture professionali è costretto a ricorrere a fidi e prestiti bancari per far fronte ad anticipi di spesa e al pagamento degli stipendi. Questa gestione delle risorse relega la Regione Marche al ruolo di «fanalino di coda nazionale» nella valorizzazione del settore professionale.

Per risanare il comparto, Ocra ha presentato sei punti improrogabili alla Giunta regionale. Tra le richieste principali figurano inserimento nel prossimo Bilancio regionale delle risorse finanziarie adeguate per tutti i settori della cultura, l’adozione di bandi biennali «pubblicati tassativamente entro il primo trimestre dell’anno di riferimento, con scadenze certe per rendicontazione e liquidazione dei contributi», l’abolizione delle fideiussioni onerose «con l’erogazione anticipata del 50% dei contributi», una riforma organica della legge sullo spettacolo e l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente per la concertazione tra istituzioni e operatori,«un organo di concertazione stabile tra la Direzione Cultura e gli operatori di tutti i comparti, volto alla riscrittura condivisa di leggi e bandi e allo sviluppo di politiche di welfare culturale mirate alle fasce fragili, alla terza età e ai territori periferici».

Ocra ribadisce «la propria disponibilità al dialogo costruttivo, auspicando che la politica regionale e comunale sappiano cogliere la portata storica di questa fase per garantire alla cultura non solo la sopravvivenza, ma il ruolo di motore di sviluppo per l’intera comunità».

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