Costa e demanio marittimo:
la Regione cambia il piano di gestione

MARCHE – Via libera della Giunta alla modifica del Piano: più autonomia ai Comuni, tutela delle concessioni balneari storiche e stop al vincolo rigido dei 100 metri tra le strutture

Una spiaggia

Passaggio chiave per la gestione del litorale marchigiano: la Giunta regionale ha approvato l’adozione preliminare della proposta di modifica non sostanziale al Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere (Piano Gizc). Con questo provvedimento prende ufficialmente il via l’iter di adeguamento delle Norme Tecniche di Attuazione (Nta) inerenti al Piano di utilizzazione del demanio marittimo.

Il cuore della novità risiede nella maggiore flessibilità accordata ai Comuni e nella salvaguardia degli assetti concessori storicamente consolidati lungo la costa. Le modifiche agli articoli 12 e 14 delle Nta permetteranno infatti alle amministrazioni comunali di mantenere valide le dislocazioni delle concessioni demaniali già stabilite nei piani di spiaggia particolareggiati preesistenti.

Tiziano Consoli

«Con questo atto – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Tiziano Consoli – forniamo una risposta concreta e flessibile alle reali esigenze del nostro litorale e dei nostri Comuni. Il modello standardizzato finora previsto non sempre rifletteva la conformazione morfologica della costa marchigiana né la storia delle nostre imprese balneari, che rappresentano un valore economico e identitario fondamentale per il territorio». L’assessore ha poi aggiunto: «Con le modifiche proposte – continua Consoli – garantiamo ai Comuni gli strumenti necessari per tutelare gli assetti consolidati nei piani di spiaggia e per assicurare un equilibrato bilanciamento tra la fruizione pubblica del mare e la continuità dei servizi turistici. Il percorso proseguirà attraverso le verifiche preliminari ambientali di Vas e Vinca e il passaggio in Commissione consiliare, per giungere a un’approvazione definitiva che coniughi tutela del paesaggio, sviluppo e certezza del diritto per gli operatori».

Nel dettaglio, tra gli interventi principali spicca la possibilità per i Comuni di confermare l’organizzazione delle concessioni balneari definita nei piani di spiaggia antecedenti al Piano Gizc, superando così le criticità legate all’applicazione rigida della distanza di 100 metri tra gli impianti. Viene inoltre rivisto il parametro per le nuove concessioni: il tratto di costa preso come riferimento per l’obbligo di riservare una fascia di arenile libero (di almeno 20 metri fronte mare) passa da 200 a 400 metri.

Per non alterare delicati equilibri territoriali ed economici, è stata introdotta una deroga al limite del 25% di spiagge libere per i Comuni in cui insistono dislocazioni storiche già approvate. Infine, il provvedimento abroga la norma che vietava la riassegnazione delle concessioni scadute per le quali il titolare non aveva presentato richiesta di rinnovo.

Il testo adottato dalla Giunta entra ora nella fase di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e alla Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), i cui rapporti tecnici preliminari sono già pronti. Una volta terminata la procedura ambientale, la delibera approderà in Terza Commissione consiliare permanente per il parere di competenza che precederà l’approvazione finale.

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