Cinghiali a spasso vicino alle case:
la proposta di una rete elettrificata
per fermare l’invasione
di Sabrina Marinelli
La presenza ormai costante dei cinghiali nel centro urbano di Senigallia sta spingendo verso soluzioni drastiche per bloccare il passaggio degli animali. L’area colpita è quella compresa tra via Tevere, via Po, Stradone Misa e la zona commerciale di Borgo Molino, dove gli animali arrivano ormai indisturbati vicinissimo alle abitazioni. La polizia provinciale ha fatto un sopralluogo ma non è possibile intervenire con battute di contenimento in aree abitate.
Di fronte a questo stallo, il professore agronomo Floriano Schiavoni, che è anche tecnico dell’ambito territoriale di caccia, ha inviato una lettera al Genio Civile Marche Nord. Nel documento, Schiavoni spiega che: «A Senigallia, nell’area antistante l’uscita autostradale, stazionano circa 15 cinghiali che di notte, frequentemente, si posizionano nei giardini situati in prossimità di via Tevere e altri luoghi del centro urbano, causano danni al prato. Sono pericolosi (più che altro sul piano della tranquillità) per le persone che vi risiedono anche per l’attrazione che gli stessi determinano nei confronti dei naturali predatori (lupi)».
Ricorda poi che domenica ha effettuato un sopralluogo con la polizia provinciale con la quale «a causa di normative non ben definite, non è stato possibile organizzare in tempi brevi, alcuna attività di controllo della popolazione dei cinghiali. Pur essendo possibile impiegare gabbie di cattura, i lunghissimi tempi necessari per ottenere le autorizzazioni (circa 2-3 mesi), anche in base alle passate esperienze, rappresentano un ostacolo insormontabile. La città non può permettersi un lasso di tempo così lungo».
Ecco quindi la proposta. «chiedo la possibilità di installare alcune fototrappole nel tratto compreso tra il ponte dell’autostrada A14 e l’incrocio del fiume Misa con la Corinaldese e, per cercare di evitare che i cinghiali oltrepassino il ponte dell’autostrada, chiedo, inoltre, l’autorizzazione ad installare una barriera elettrificata da 12 Volt – le stesse utilizzate per proteggere le colture agricole -, proprio al di sotto del ponte stesso». Un deterrente per evitare che gli ungulati entrino in città, essendo proprio quello il passaggio.
I residenti sono disperati perché non sempre si presentano nel cuore della notte quando tutti dormono. A volte se li trovano nel parco di via Tevere di sera rientrando a casa.
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