Morte sul lavoro, il dolore di Fabriano.
Il sindaco Ghergo e il vescovo Massara:
«Ferita per la comunità»

Daniela Ghergo
La tragica scomparsa dell’operaio indiano di 57 anni rimasto schiacciato da una pressa nello scatolificio Biondi ha suscitato profonda commozione e sconcerto in tutta la comunità di Fabriano.
Nel pomeriggio sono giunti i messaggi di cordoglio e le prese di posizione delle istituzioni cittadine e delle autorità religiose.
Il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, ha espresso il proprio dolore spiegando come «La tragica notizia della morte di un nostro concittadino avvenuta questa mattina mentre svolgeva il proprio lavoro ha lasciato sgomenta l’intera città. Ogni morte sul lavoro è una ferita aperta per la collettività e una sconfitta per l’intera società. Non si può e non si deve morire di lavoro: la sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto inalienabile di civiltà».
«In questo momento di sgomento e tristezza – ha aggiunto il primo cittadino – a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità fabrianese, esprimo il più profondo e sentito cordoglio alla sua famiglia e alla comunità Sikh di Fabriano, componente operosa e integrata del tessuto sociale della nostra città, oggi colpita da un dolore che appartiene a tutti noi, manifestando loro la vicinanza e il sostegno delle istituzioni cittadine».

Il vescovo Francesco Massara
Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica, monsignor Francesco Massara, ponendo l’accento sulla sacralità della vita umana. «Ogni morte sul lavoro – ha detto l’uomo di chiesa – interpella le nostre coscienze. La vita di ogni persona è sacra e nessuna morte sul lavoro o sulle strade può lasciarsi indifferenti».
«Ho avuto sempre a cuore la centralità e la sacralità del lavoro – ha proseguito il presule –, ribadendo come ogni volta che viene meno la tutela della vita e della dignità della persona si consumi una profonda ferita per l’intera comunità. Vicende drammatiche come questa riaccendono inevitabilmente l’urgente riflessione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, ponendo al centro l’impegno collettivo affinché la tutela della vita umana resti sempre una priorità assoluta e inderogabile».
Monsignor Massara ha poi concluso sottolineando che «quando rubiamo sicurezza, rubiamo dignità. La persona viene prima del profitto», invitando infine la cittadinanza alla preghiera per la vittima, i suoi familiari e i colleghi di lavoro.
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