Inaugurato il laboratorio Mesc:
Modelli 3D e intelligenza artificiale
per formare i medici del futuro

ANCONA – A guidare il progetto sono il professor Antonio Benedetti, direttore della Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva d’Urgenza, e il dottor Michele Montori, gastroenterologo e ricercatore associato, con il contributo dell'intera équipe medica e infermieristica dell'Area Gastroenterologica

L’inaugurazione

La medicina del futuro si allena in laboratorio prima di fare il suo ingresso in sala operatoria. È stato inaugurato questa mattina ad Ancona, nei locali dell’Università Politecnica delle Marche, il Marche Endoscopic Simulation Center (Mesc), uno dei primi centri di simulazione endoscopica in Italia, nato dalla collaborazione tra l’ateneo e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche. La struttura consentirà ai medici in formazione di esercitarsi su modelli anatomici realistici realizzati con stampa 3D, ripetendo manovre, analizzando errori e perfezionando le tecniche in un ambiente controllato e privo di rischi per i pazienti, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento formativo e di ricerca a livello nazionale e internazionale.

A guidare il progetto sono il professor Antonio Benedetti, direttore della Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva d’Urgenza, e il dottor Michele Montori, gastroenterologo e ricercatore associato, con il contributo dell’intera équipe medica e infermieristica dell’Area Gastroenterologica. Il centro non sarà solo un polo didattico ma anche un laboratorio scientifico avanzato: tra gli obiettivi figurano lo sviluppo di sistemi di valutazione oggettiva delle competenze con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, la certificazione della qualità e la possibilità per le imprese di testare e validare nuovi dispositivi endoscopici. «I nostri medici in formazione potranno perfezionare le manovre in un ambiente protetto e arrivare in sala già preparati, a tutto vantaggio dei pazienti», spiega il professor Antonio Benedetti. Un’integrazione evidenziata anche dal rettore Enrico Quagliarini, che parla di «un ponte fondamentale tra il sapere universitario e la pratica clinica», mentre il direttore generale di Aoum, Armando Marco Gozzini, sottolinea la natura trasversale del metodo, destinato a estendersi in futuro anche ad altre discipline come pneumologia, urologia, ginecologia e otorinolaringoiatria.

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