
Il 20enne arrestato
È indisponibile il braccialetto elettronico per i domiciliari disposti dal giudice: il terrore dei tabaccai “costretto” a rimanere a Montacuto. E dovrà starci per almeno altri venti-trenta giorni. Sono questi i tempi di attesa per dotare del dispositivo il 20enne marocchino accusato dalla procura dei due tentati colpi avvenuti la settimana scorsa al tabacchi di via Pasubio, ad Ancona, e di via Matteotti, a Falconara. Proprio dopo quest’ultimo raid – era il 20 febbraio – il giovane era finito in arresto per mano dei carabinieri della Tenenza locale che lo avevano braccato un bar sulla Flaminia. Da quel giorno, il marocchino, stabile in Italia dal 2014 e residente a Falconara con la famiglia, si trova a Montacuto. Lo scorso venerdì, durante l’udienza di convalida dell’arresto, il gip Carlo Cimini aveva disposto la scarcerazione, stabilendo la misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Il 20enne, però, non è mai uscito dalla casa circondariale. Il dispositivo non è attualmente disponibile. Tutti i due mila braccialetti che ha a disposizione il Ministero e il cui servizio è appaltato a Telecom sono in funzione, assegnati ad altre persone. Per il 20enne, difeso dagli avvocati Cristina Bolognini ed Elena Martini, è stato necessario l’inserimento in una lista di attesa. Il marocchino non riceverà il dispositivo prima di venti giorni. Nel frattempo, dovrà sottostare al regime carcerario. Quest’estate, lo stesso destino era toccato all’attore Domenico Diele, finito dietro le sbarre per omicidio stradale. Dopo il riconoscimento dei domiciliari, era dovuto rimanere in carcere per la mancanza del braccialetto.
Tentate rapine ai tabacchi: bandito scarcerato, Andrà ai domiciliari
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Poretto…
🙁