DRAMMA IN AUTOSTRADA – Il pm Irene Bilotta sta cercando di fare luce sul cedimento del cavalcavia a Camerano. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sono l’errore umano o un errato posizionamento del viadotto sui piloni laterali. Da chiarire anche se la strada fosse da chiudere. Disposta l’autopsia sulle vittime
ANCONA – È quanto spiega l’ingegnere Luigino Dezi, dell’Università Politecnica delle Marche, incaricato dal pm per la perizia tecnica sul cavalcavia crollato
ANCONA – Si torna a circolare in entrambe le direzione di marcia lungo la A14. Aperta una corsia per entrambe le carreggiate
CROLLO DEL CAVALCAVIA – Il primo cittadino Alessandro Luciani ricorda la coppia che ha perso la vita in autostrada: “Erano persone stimatissime, stavano sempre insieme”. Quando è avvenuto l’incidente stavano rientrando da una visita medica ad Ancona
DRAMMA IN A14 – La società Autostrade: “Le attività di sollevamento del cavalcavia erano state completate alle 11,30. Al momento dell’incidente, alle 13 circa, il personale stava realizzando attività accessorie. Sul cantiere era presente l’ingegnere responsabile tecnico dei lavori per la Delabech”
REAZIONI – Cordoglio e rabbia per la tragedia del cavalcavia crollato. Il sindaco di Castelfidardo: “Il ponte doveva essere sollevato per la terza corsia ed ha ceduto un martinetto”. I sindacati: “Sistema di infrastrutture indegno di un Paese civile”
DRAMMA DEL PONTE – Sono i due feriti scampati alla tragedia lungo la A14. Entrambi rumeni, residenti con le famiglie nella provincia di Roma e dipendenti della ditta Delabech
DRAMMA IN AUTOSTRADA – Parla Gianmarco Palmieri, vice presidente del tiro a volo di Castelfidardo. Era nel suo ufficio quando si è verificato il crollo del ponte. Sulla carreggiata c’erano anche due maceratesi
DRAMMA IN AUTOSTRADA – Italia tagliata in due sulla costa adriatica. Per le lunghe percorrenze si consiglia di percorrere la A1 Milano-Napoli, poi la A24 Roma-Teramo e quindi la A25 Torano-Pescara
ECCELLENZE – Secondo la storica rivista di settore “Civiltà del bere” le etichette marchigiane sono migliorate in gusto e pregio. Il Verdicchio il più premiato, ma sono 107 le bottiglie che hanno ricevuto un riconoscimento nel 2016. Alberto Mazzoni (Imt): “La sfida da vincere ora è quella del prezzo medio, perché è aumentata più la qualità dei nostri prodotti enologici che il loro valore”