facebook rss

Tragedia del Rigopiano,
Osimo ricorda Dino e Marina
Alessandro: “Vi porto nel cuore”

CELEBRAZIONE - La città si è stretta attorno ai familiari della coppia rimasta uccisa nella valanga. Messa celebrata in Duomo dal cardinale Edoardo Menichelli. "La mia storia personale come quella di Samuel" ha ricordato il vescovo. Alessandro Di Michelangelo ha ringraziato tutti per l'affetto: "Mio fratello aveva trovato la città giusta per crescere suo figlio"
sabato 4 Febbraio 2017 - Ore 16:25
Print Friendly, PDF & Email

Il Duomo di Osimo gremito per la messa in memoria di Domenico e Marina

 

di Maria Paola Cancellieri

Duomo gremito alla messa in memoria di Domenico Di Michelangelo e Marina Serraiocco, la coppia uccisa dalla valanga che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano. Ad officiare la celebrazione, il cardinale e arcivescovo di Ancona-Osimo, Edoardo Menichelli. Domenico, per gli amici Dino, e Marina vivevano insieme a Samuel, il figlio di 7 anni, scampato alla tragedia di Rigopiano, da qualche anno a Osimo dopo essersi trasferiti da Chieti. Da subito partecipi della vita della cittadina dell’Anconetano. Agente del commissariato di Osimo lui, commerciante lei. Tutta la comunità osimana oggi (sabato, 4 febbraio) si è voluta stringere attorno ai loro familiari, per esprimere tutto il suo affetto e la sua vicinanza. Un calore che si è riversato nella cattedrale di San Leopardo. Accanto al sindaco Simone Pugnaloni, erano seduti il prefetto ed il questore di Ancona, i vertici delle forze dell’ordine cittadine e una nutrita delegazione di poliziotti in divisa arrivati in città sull’autobus della Polizia. Tra le navate che non sono riuscite a contenere tutti c’erano tanti bambini, scolari e compagni di scuola di Samuel, presente in città ma rimasto fuori dalla chiesa, durante la funzione religiosa, con lo zio Giuseppe, il fratello di Marina Serraiocco.

Il cardinale Menichelli e gli altri sarcedoti della Diocesi sull’altare

LA CONFESSIONE DEL CARDINALE MENICHELLI: “LA MIA STORIA PERSONALE COME QUELLA DI SAMUEL” –  Durante l’omelia l’arcivescovo Menichelli ha avuto parole di grande affetto per i familiari di Marina e Dino “segnati dalla durezza della morte che porta con sé dolore e  sgomento”. Si è rivolto in particolare ai genitori di Domenico e Marina nella speranza “di pronunciare qualche parola per trovare la pace, perchè la morte tocca la carne della vita, tocca la famiglia e l’amicizia. Questo è lo sguardo del dolore” ha detto ricordando come la solidarietà aiuti a sopportare la sofferenza e soprattutto come Samuel debba rappresentare per loro “un seme di speranza”. Poi ha voluto condividere con i quattro nonni del bimbo seduti ai primi banchi la sua storia personale, dal percorso simile nel parallelismo a quello del piccolo di 7 anni.

Il coro della cattedrale ha animato la funzione religiosa

“Faccio fatica a raccontarla perché è una storia che mi fa essere sangue. – ha esordito l’arcivescovo di Ancona-Osimo –  Era la notte di fine anno a cavallo tra il 1950 ed il 1951 e su un lettino di ospedale, quelli  di una volta dove si moriva in compagnia, si è spenta mia madre, 28 anni, dopo aver dato alla luce la terza figlia. Restiamo nel dolore, con papà 35 anni uomo innamorato folle della sua sposa, io di 11, una sorella di 4 e una di 6 giorni. L’amore perso schianta il cuore di mio padre come una slavina interiore. E lui è morto a distanza di qualche mese. Così per Samuel-Edoardo nasce un’altra storia, fatta di momenti di solitudine, lavoro e solidarietà, con la forte sensazione che Dio era il mio nemico. La domanda era sempre la stessa: perché? Ma non c’era risposta. Poi è apparsa una traccia, che io invoco per voi: qual è il tempo per morire? La risposta non spetta a noi e qui sta il mistero di Dio di fronte al quale io mi sono dovuto inginocchiare, poi guardate cosa mi è successo. Solo Lui sa”.

La cattedrale di San Leopardo gremita di affetti per Dino e Marina

Mons. Menichelli ha regalato anche frammenti di ricordi della nonna che l’ha cresciuto. “Una nonna giovane, che se la prendeva con Dio e diceva, perché ‘…perchè Signore non hai preso me..’. Quando aveva 96 anni ricordo che mi chiamarono e andai da lei partendo da Roma. ‘…Che sei venuto a fare..?.’  mi ha chiesto. ‘…Volevo salutarti nonna, e pregare un po’ per te perché forse è ora…’. E lei mi ha guardato e mi ha detto: ‘… non si può aspettare un altro po’…?’ Ecco, nei confronti della morte nessuno è pronto – ha proseguito il cardinale-  Ognuno di noi deve sapere che ha un compito. Certo, il compito di Dino e Marina o dei miei genitori può sembrare incompiuto, ma non lo è. Mi sono permesso di affidarvi questa piccola confidenza come pastore che ha sentito nella carne e sente ancora per voi il dolore. Io prego che il Signore vi dia la consolazione spirituale che i vostri figli abbiamo compiuto ciò che lui voleva da loro. Lo so che umanamente è inaccettabile. A voi nonni chiedo di assumere una paternità e una maternità per aiutare Samuel a trovare la strada giusta”.

Alessandro Di Michelangelo, ringrazia al microfono gli osimani

IL FRATELLO DI DINO: “OSIMO SARA’ LA MIA SECONDA CITTA’, GRAZIE” –  Gli applausi sono scoppiati in cattedrale solo dopo le parole pronunciate dal fratello di Dino di Michelangelo, Alessandro, agente della Digos di Chieti. Al termine della lettura della preghiera del poliziotto, Alessandro ha sentito il dovere di ringraziare la città che ha dimostrato tanta vicinanza alla sua famiglia. “Fino ad oggi conoscevo Osimo dai racconti di mio fratello. – ha scandito al microfono-Mi diceva che finalmente aveva trovato la città giusta per far crescere suo figlio. Ora che ho avuto l’opportunità di conoscerla so che aveva ragione. Che aveva scelto bene. Vorrei ringraziarvi a nome di tutte le nostre famiglie. Vi porterò sempre nel cuore e questa sarà la mia seconda città”.  Prosegue intanto il monitoraggio del conto corrente per le offrte pro Samuel acceso dal Comune di Osimo (leggi l’articolo). A metà settiana le donazioni erano arrivate a 6500 euro, di cui 4000 euro versati dal Comune stesso e 1000 da una milanese.

(Servizio aggiornato alle 18.30)

Le autorità: il sindaco Pugnaloni con la fascia tricolore, il questore ed il prefetto di Ancona

Il cardinale e arcivescovo di Ancona-Osimo, Edoardo Menichelli mentre celebra la messa

I volontari della Protezione civile di Osimo tra i fedeli presenti alla commemorazione in Duomo

La gigantografia dei due coniugi morti sotto le macerie del Rigopiano sistemata davanti all’altare dagli ‘Amici del sacro’

Piazza Duomo con i mezzi delle associazioni di volontariato

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X