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La Rocca Sangallo perde pezzi,
servono 26 milioni per il restauro

ANCONA - La Regione aveva chiesto al ministro Franceschini di completare il recupero del quartier generale del segretariato Adriatico Ionico alla Cittadella. Ma nel frattempo non vengono fatte nemmeno le manutenzioni ordinarie. Domani il ministro della Cultura torna in visita in città
lunedì 13 febbraio 2017 - Ore 12:21
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Cittadella, sede segretariato permanente Iniziativa Adriatico Ionica, visibile il danno del cortile interno

Ingresso del bastione della guardia

 

di Emanuele Garofalo

(foto Giusy Marinelli)

Il vanto e l’orgoglio della città trascurato come se fosse un rudere. E’ la Rocca Sangallo, la sede del segretariato permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, un pezzo di Farnesina ad Ancona, il quartier generale dei governi degli 8 Paesi affacciati nell’Adriatico e che si riconoscono nella strategia della Macroregione. Il gioiello, non solo per diplomazia e rapporti esteri, ma anche per valore architettonico, di proprietà della Regione. Peccato che venga banalmente trascurato: da oltre 6 mesi, giace a terra un muro del cortile interno della Rocca, franato dopo una pioggia torrenziale. In attesa del restauro completo del complesso del Sangallo, non vengono fatte nemmeno le manutenzioni ordinarie, il muro è ancora lì a pezzi, dove una volte si tenevano gli appuntamenti pubblici del Festival Adriatico Mediterraneo.

Lo scorso giugno, durante la visita del ministro Fransceschini a Recanati, il capo staff di Ceriscioli, Fabio Sturani, consegnò al ministro una lettera da parte del presidente della Regione per ricordare l’impegno che il governo Prodi nel 2008 prese per salvare la Rocca Sangallo. Un accordo finito nel dimenticatoio.

Il muro crollato nel cortile interno

Era infatti il 2008 quando il Consiglio dei Ministri approvava il maxi progetto d’intesa con la Regione: oltre 26 milioni di euro per la riqualificazione del complesso monumentale che sfiora i 25 mila metri quadrati, 18 milioni dallo Stato, 8 milioni a carico della Regione. Una visione che si è fermata al primo passo, quello del recupero del bastione di ingresso detto della Guardia e della palazzina che oggi ospita la sede della Iniziativa Adriatico Ionica, l’organismo partecipato dai governi di Croazia, Albania, Serbia, Montenegro, Slovenia, Bosnia, Grecia e Italia. Restano invece in stato di abbandono un secondo edificio alle spalle del segretariato e soprattutto la Fuciliera, l’edificio di maggiore importanza storica del complesso, attribuito al Sangallo e con una incredibile vista sulla città. Nel primo edificio, la Regione avrebbe voluto trasferire l’Istituto regionale per lo studio e la conservazione del patrimonio culturale e la fototeca storica delle Marche, nella Fuciliera invece era stata progettata una sala convegni, mostre e manifestazioni organizzate dal Consiglio regionale. Ma soprattutto, il recupero avrebbe permesso la piena restituzione alla città di uno straordinario bene storico e monumentale, abbandonato dopo il terremoto del 1972 e rilevato dalla Regione nel 2003. Un luogo sentito dagli anconetani stessi, come dimostrò la forte partecipazione alle prime riaperture grazie alle giornate nel Fai durante la prima fase di lavori. E da quel primo stralcio di intervento, già si fa sentire il peso del tempo e la necessità di maggiore cura e manutenzione.

Domani il ministro Fransceschini tornerà in visita, prima a Camerino e Osimo, poi alla Mole per controllare i tesori dell’arte salvati dal sisma. L’appello della Regione per far risogere la Cittadella sarà ripetuto?

Cittadella-Sede Segretariato Permanente Iniziativa Adriatico Ionica

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