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Crisi a Palazzo, l’ex sindaco Simoncini:
“E’ solo una telenovela comunista”

L'INTERVISTA - Secondo il fondatore delle liste civiche "Pasquinelli ogni giorno minaccia di andarsene ma resta sempre lì. Se non è più d'accordo, si dimetta". E per l'ospedale di Osimo non vede futuro. "E' stato svenduto - dice- e sarà smantellato, pezzo dopo pezzo, prima ancora di formalizzare la fusione giuridica con l’Inrca di Ancona per potenziare i presidi di Jesi, Senigallia e Fabriano dove governa un Pd forte"
venerdì 24 febbraio 2017 - Ore 21:45
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Osimo, giugno 2014, Stefano Simoncini (liste civiche) consegna la fascia tricolore a Simone Pugnaloni (Pd)

Da sinistra il capogruppo de L’Altra Osimo con la Sinistra, Fabio Pasquinelli e il consigliere Carlo Catena

“Ogni giorno Pasquinelli minaccia di andarsene, però rimane sempre lì. L’ultima intervista concessa è surreale (leggi l’articolo). La Glorio e Giacco non sarebbero stati nominati assessore e presidente Asso in quota dell’Altra Osimo, così possono rimanere dentro il potere costituito, mentre Pasquinelli e la moglie di Giacco posso sbandierare di essere sovversivi. Un trucco salottiero per rimanere da lotta e da governo, tanto anche senza l’Altra Osimo in consiglio comunale c’è sempre un consigliere di vantaggio”. Non la manda a dire l’ex sindaco delle liste civiche Stefano Simoncini che definisce i mal di pancia della maggioranza osimana una semplice “telenovela comunista” , prima di dispensare al capogruppo de L’Altra Osimo il suo consiglio. “Se davvero non è più d’accordo a sostenere questa amministrazione, mai legittimata dal voto popolare, – dice- si dimetta da consigliere”.

Stefano Simoncini, secondo lei come finirà questa storia?

“Con un nulla di fatto. Sono solo parole, parole parole e non c’è alcuna crisi di maggioranza. Si inventeranno come si sono inventati che Pasquinelli parla a titolo personale. La sinistra è bravissima a trovare giustificazioni di ogni tipo e a fare voli pindarici con buona pace della coerenza. Sono sicuro che resterà tutto così”,

Da sinistra gli ex sindaci Stefano Simoncini e Dino Latini

Magari nelle incomprensioni si è incuneata davvero la vicenda della sanità ed i timori sul futuro dell’ospedale di Osimo….

“L’ospedale è stato svenduto, questo è un dato di fatto perché questi non erano questi  i patti che le nostre amministrazioni avevano firmato con la Regione e con l’Asur. Credo che ormai siano state poste tutte le condizioni perché il Ss. Benvenuto e Rocco sia smantellano pezzo dopo pezzo prima ancora di formalizzare la fusione giuridica con l’Inrca di Ancona. L’obiettivo è quello di potenziare ed arricchire prima di tutto gli ospedali di Jesi Senigallia e Fabriano dove c’è un Pd che conta. Con il vecchio protocollo, noi avevamo invece siglato l’accordo perché tutto restasse qui ad Osimo, potenziato, per giunta, fino al trasferimento alla nuova nuova sede dell’ospedale all’Aspio di Camerano. Domandatevi come mai da quando non c’è più Simoncini ad Osimo e Latini in regione si è cambiata strategia? Perché il Pd di Osimo è complice”.

Fatte queste premesse, quindi, che cosa devono aspettarsi gli osimani. Cosa resterà alla città?

“La stessa cosa di quello che resterà di Astea Energia. Un calcio di rigore assegnato a Sgr senza il portiere. Ma oltre ai servizi sanitari vogliamo  chiederci che cosa resterà delle Società Partecipate? Cosa resterà delle associazioni culturali, sportive etc.? Cosa resterà di Astea?”

Sala Gialla, i banchi delle liste civiche

Forse molte scelte amminitrative sono imposte dalla nuove normative e dai cambiamenti dello scenario nazionale e internazionale, non crede?

“Non è assolutamente vero. Anch’io, durante il mio mandato da sindaco avrei potuto vendere Astea Energia, ottenendo all’epoca molto più consistenti. Ho scelto di non farlo. Anch’io avrei potuto fare investimenti diversi ma ho investito sulle scuole. Avete visto il servizio di Nadia Toffa delle Iene sulla vulnerabilità sismica delle scuole nelle città delle zone colpite dal sisma? Non è una realtà diversa. Sono strategie diverse e scopi amministrativi diversi”.

E se invece i consiglieri de l’Altra Osimo, Fabio Pasquinelli e Carlo Catena, strapperanno davvero con il Pd e lasceranno la maggioranza, i 7 consiglieri di minoranza delle liste civiche potranno mai supportare il sindaco Pugnaloni nei frangenti difficili del voto nella Sala Giala?

“Qualcuno vede troppi film dell’orrore o forse di fantascienza!”

(m.p.c.)

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