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Ancona a Bergamo
per cacciare gli spettri
retrocessione e fallimento

LEGA PRO - Dura contestazione della Curva Nord che in una nota chiede le dimissioni di Miani e la cessione della società, mentre continuano i dubbi sulla regolarità del pagamento degli stipendi. Si rischia una multa. Domani contro l'Albinoleffe servono tre punti per tirarsi fuori dalla zona playout
sabato 25 febbraio 2017 - Ore 12:59
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La Curva Nord contro il Santarcangelo

di Giuseppe Giannini

Non c’è pace per l’Ancona. È entrata in una vortice impazzito che la sta trascinando sempre più in basso. E non solo dal punto di vista sportivo. Perché nel giro di poco più di un anno la scellerata gestione di Sosteniamolancona ha portato il club ad un passo dal fallimento sempre più isolato dal resto della città e della sua imprenditoria. Un clima rovente, reso ancora più incandescente dall’aggressione della scorsa settimana all’ad Miani (leggi l’articolo). Un episodio che arriva al culmine di una contestazione che va avanti da tempo e che la Curva Nord ha messo nero su bianco senza risparmiare l’attuale compagine societaria invitata a fare chiarezza. Anche alla luce delle ultime indiscrezioni che parlano di stipendi non corrisposti per intero ne’ a Brini e al suo staff, ne’ ad alcuni giocatori. Una ipotesi sempre più concreta che mette a rischio penalizzazione la squadra, sicuramente costretta a pagare una multa per non aver rispettato le scadenze. Toni aspri che fanno passare in secondo piano anche il dramma sportivo che si sta consumando. Quello di una squadra invischiata negli spareggi retrocessione capace di fare un solo punto in cinque partite. Un pari a reti inviolate alla prima in panchina di Giovanni Pagliari che non è riuscito nel miracolo dopo l’esonero di Brini. Ma a cui va il merito di aver fatto respirare una boccata di ossigeno ad una squadra in caduta libera.

I biancorossi scelti domenica scorsa da mister Pagliari contro il Santarcangelo, foto di Cristiano Belfiore

Il match. Sara’ un’Ancona alla disperata caccia di punti quella che sfida l’AlbinoLeffe (domani alle 14,30 allo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo). Una gara complicata. Perché ci sono in palio ancora 36 punti ma l’Ancona a 12 partite dal termine ne ha incassati 24 in tutto. Insomma non sono permessi altri passi falsi. Precipitati al quartultimo posto in coabitazione col Teramo (che ha vinto col Pordenone nel recupero infrasettimanale) i dorici devono dare continuità al punticino guadagnato in casa col Santarcangelo, per sperare di evitare i playout. L’impressione è che fra 15 giorni si potranno valutare meglio le effettive chance dei biancorossi che si apprestano ad un tour de force di 5 partite in due settimane: le trasferte a Bergamo e Gubbio con nel mezzo il derby col Fano in campionato e le due semifinali di coppa Italia (a Matera il 1 marzo e ritorno casalingo il mercoledì successivo). Ad incrementare le difficoltà per mister Pagliari la squalifica di Daffara e gli infortuni di Kostadinovic (stiramento del legamento collaterale del ginocchio destro), Barilaro, Samb e Bariti (noie muscolari). Acciaccato anche Ricci, che stringerà i denti e farà coppia con Cacioli. Se il capitano alzerà bandiera bianca si prepara a retrocedere al centro della difesa Vitiello. E intanto proprio per l’emergenza nel reparto arretrato, si è aggregato in prova il classe ’98 Daniele Guglielmi, ex Barletta e Verona, nella prima parte di stagione al Siena. Forgacs e Di Dio presidieranno le corsie laterali mentre a centrocampo se la giocano Zampa, Djuric, Gelonese e Agyei. Ne resterà fuori uno solo se Vitiello scalerà in difesa. Davanti Paolucci dopo la bocciatura da attaccante laterale farà il centravanti al posto di Del Sante, con Frediani confermato a sinistra e l’ex Momentè (55 presenze e 21 reti in due stagioni con l’AlbinoLeffe) adattato da esterno destro.
L’AlbinoLeffe a 34 punti, dieci più dell’Ancona, naviga in acque serene, ma non sarà una partita come le altre per Leo Di Ceglie, colonna del centrocampo della banda di Cornacchini, che si troverà per la prima volta avversario del suo recente passato.

L’ultimatum dei tifosi. Non usa giri di parole la Curva Nord che dopo il faccia a faccia della scorsa settimana davanti all’Ancona point tra due tifosi e David Miani, quando al termine della baruffa è rimasto ferito ad una mano, ribadisce di non essere manipolata da alcuno schieramento o soggetto politico. La contestazione a Miani e a tutta la dirigenza della passata stagione ha “motivazioni che riguardano il loro operato all’interno del U.S. Ancona 1905 – spiegano nel comunicato diramato nella serata di ieri -. Contestiamo a lor signori di aver portato l’Ancona, in un anno di gestione SA (Sosteniamolancona, ndr), sull’orlo del fallimento, il tutto nella più totale omertà” e “di aver venduto la società al sig. Ranieri, senza nessuna garanzia economica, senza nessuna sicurezza per poi a ottobre firmare la cessione delle loro quote all’attuale società”. Poi l’affondo su colui che è stato il primo (e unico) presidente del club espresso dall’associazione dei tifosi che attualmente svolge il ruolo di amministratore delegato. “Miani, che al contrario di tutti gli altri, è l’unico ad essere ancora lì, sulla sua poltrona, con il suo stipendio, come se nulla fosse successo nonostante tutta la tifoseria abbia chiesto a gran voce le sue dimissioni, ricordandogli che è stato messo lí proprio da quegli stessi tifosi e solo per rispetto nei loro confronti avrebbe dovuto dimettersi subito”. La nota prosegue con una dichiarazione di “più totale sfiducia” verso l’attuale proprietà per un lungo elenco di motivi. Su tutti “la poca chiarezza, se non nulla, su chi veramente gestisce e finanzia la società” e, neanche a dirlo, le difficoltà di liquidità. “Da ottobre ad oggi c’è una corsa ogni due mesi per reperire risorse per pagare gli stipendi, sempre che gli ultimi siano stati pagati tutti entro la scadenza”. Dubbi sollevati anche dal sito tuttolegapro.com e che rilanciano le insistenti voci circolate la scorsa settimana dalla capitale su delle inadempienze da parte della società in merito al pagamento di stipendi e contributi dei mesi di novembre e dicembre 2016. L’ultima scadenza a cui l’Ancona doveva far fronte per evitare penalizzazioni nel campionato in corso (dalla prossima eventuali decurtazioni di punti in classifica saranno relativi al campionato 2017/2018). La società per bocca del dg Marco Nacciarriti ha chiarito di aver avuto dei problemi legati al saldo degli stipendi soltanto a Fabio Brini ed al suo staff nell’incontro avuto personalmente in Covisoc e che l’Ancona rischierebbe al massimo un’ammenda. Fra un mese, al termine delle verifiche degli ispettori, sarà fatta chiarezza. Tornando al comunicato, la Curva Nord ha inviato un messaggio diretto anche a Ettore Di Nicola visto e sentito più volte parlare per conto dell’Ancona “un personaggio indagato e condanno dalla giustizia sportiva a 5 anni di inibizione per calcio scommesse nell’indagine dirty soccer, che invitiamo caldamente a stare lontano dalla nostra Ancona”. “Di fatti ad oggi ce ne sono tanti – concludono gli ultras – per invitare l’attuale società ad essere chiara sulle proprie intenzioni qua ad Ancona oppure, visto che non è stata puntata a nessuno una pistola alla testa per acquistare l’Ancona, a mettere in vendita sin da subito la società”.

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