facebook rss

Ancona, silenzio stampa
e stadio sorvegliato dalla polizia

LEGA PRO - Clima surreale dopo la sconfitta con il Fano. Caso maglie, pioggia di insulti sulla pagina Facebook, allenamenti blindati dalle forze dell'ordine e i tifosi tornano ad invocare il nome di Brini, dopo tre match dall'esonero
lunedì 6 Marzo 2017 - Ore 23:45
Print Friendly, PDF & Email

La Curva Nord contro il Fano, nelle foto di Cristiano Belfiore

di Giuseppe Giannini

Sempre più giu’ è sempre più sola. In caduta libera in classifica e abbandonata anche dai suoi tifosi. Quelli della Curva che non avevano mai smesso di seguirla. Anche in assenza di risultati. Ma nelle ultime uscite la squadra ha smarrito quei valori che vanno al di là di quelli tecnici. E la sconfitta nel derby col Fano ha fatto scattare un’aspra contestazione. Dopo l’uscita anticipata dalla curva i supporter hanno assediato la porta carraia dello stadio del Conero. Davanti alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno sfogato tutta la loro rabbia. Contro mister, squadra e società. Tornando ad invocare a gran voce le dimissioni dell’ad David Miani. Le proteste di ieri sono state placate dalla consegna delle maglie indossate, per i tifosi, indegnamente nella partita in cui l’Ancona compiva 112 anni. Un gesto eclatante e che è stato smentito in serata da una nota della società che annuncia il silenzio stampa. “La Squadra e lo Staff Tecnico dell’U.S. Ancona 1905 – si legge nel comunicato diramato lunedì sera – prendendo atto del delicato momento sportivo e distaccandosi da ogni oggettiva problematica societaria-ambientale, comunicano l’irrevocabile decisione di indire un “silenzio stampa” a tempo indeterminato, volendo porsi come unico impegno e obiettivo l’impresa di conquistare la salvezza”. È fin qui nulla da aggiungere anche se in merito alla scelta di spegnere i microfoni potrebbe esserci qualcosa da obiettare. “Squadra e Staff Tecnico, a termini di regolamento, tengono inoltre a precisare  – prosegue la nota ufficiale – di non aver consegnato alla tifoseria le maglie indossate nella gara Ancona – Fano, come erroneamente interpretato dalla stampa”. Tuttavia oltre ad esserci conferme a trecentosessanta gradi, lo stesso direttore sportivo Giulio Spadoni ha ammesso che effettivamente le maglie sono state consegnate ai tifosi, anche su esplicita richiesta delle forze di polizia per motivi di ordine pubblico. Precisando anche che nessun tesserato però avrebbe potuto avere contatti con i tifosi, come da regolamento, in particolare al termine della gara. Pena un deferimento. Tali rapporti sono infatti di competenza dello Slo, figura specifica incaricata di tenere i contatti tra club e tifosi. Che ha quindi incaricato un dipendente di consegnare il ‘pacco’ con le maglie agli ultras. Pratica che tuttavia è stata vietata dopo i fatti che coinvolsero squadra e tifoseria genoana nell’aprile del 2012. Ciò spiegherebbe la smentita ma resta ugualmente la richiesta degli ultras di non indossare più i colori biancorossi. Diktat che potrebbe già essere tradito mercoledì in coppa col Matera che nella semifinale di andata ha giocato i bianco blu. Se gli ospiti riutilizzeranno quella divisa per l’Ancona che ha la seconda maglia bianca e la terza blu sarebbe costretta ad indossare la prima maglia, quella biancorossa appunto. Un’incognita che rende sempre più a rischio una situazione già esplosiva tanto che ormai anche gli allenamenti dei dorici sono costantemente presidiati dalle forze di polizia. Un clima surreale, con una pioggia di insulti abbattutisi anche sul profilo Facebook della società in commento all’intervista post partita del tecnico Pagliari (e intanto monta la voce, ma sembrerebbe più il desiderio di alcuni, di un ritorno di Brini in panchina) che aggiunge ulteriori difficoltà ad una squadra incapace di reagire e che sembra condannata, dai suoi stessi componenti, ad un infausto destino. E che decide di trincerarsi dietro il silenzio stampa e chiude le porte degli allenamenti. Proprio nel momento in cui si dovrebbe fare tutti quadrato. Perché solo con l’unità di intenti di tutte le compagini che ruotano intorno al pallone anconetano si potrebbe ancora sperare di uscire fuori da questo incubo.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X