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Fusione di Offagna,
il comitato Giù le Mani:
“Osimani come avvoltoi”

OFFAGNA - Non tutti gli offagnesi hanno appreso con piacere la notizia dell'apertura al dialogo varata ieri dal consiglio comunale di Osimo. Il movimento d'opinione 'Giù le mani' la boccia e anzi invita gli osimani a "stare sereni" e "a non volteggiare sulla preda prima che esali l'ultimo respiro"
mercoledì 8 marzo 2017 - Ore 17:55
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Il Comune di Offagna

 

Fusione Osimo-Offagna, l’apertura degli osimani a modificare la geografia locale non è piaciuta troppo agli offagnesi, di certo non al movimento “Giù le Mani”. Ieri il consiglio comunale di Osimo ha votato la mozione che impegna sindaco e giunta ad intavolare il dialogo per l’incorporazione del piccolo Comune in dissesto finanziario, non appena si saranno insediati il nuovo sindaco ed i consiglieri comunali da eleggere a giugno (leggi l’articolo).

“Da una parte, ci ‘commuove’ questo precoce interessamento alle nostre sorti, ma dall’altra ci mette in guardia, lasciandoci intravvedere quell’indole di supremazia che Osimo non ha mai esitato ad ostentare nei nostri confronti. – scrivono in un comunicato stampa gli attivisti del movimento d’opinione ‘Giù le mani’ – Gli unici interessamenti si sono verificati soltanto quando qualche politico poteva intravvedere la possibilità di strappare qualche nostro voto che andasse a proprio favore. L’unica remora che hanno avuto i Consiglieri comunali dei senza testa, è stata quella sul nostro bilancio che ci ha portato al dissesto” (leggi l’articolo).

La Sala Gialla di Osimo

‘Giù le mani’ coglie, pertanto, una vena di stranezza in questo comportamento. “E’ strano, perché è da un anno che tutta la stampa locale sviscera, quasi quotidianamente, la situazione economica e le cause che ci hanno ridotto in questo stato – prosegue il comunicato – Con questa posizione precoce, i Senza Testa hanno messo il coltello nella piaga su un soggetto che ancora stravolto, non ha la possibilità di affrontare l’argomento non rientrando nelle competenze del commissario prefettizio, demandato a gestire il dissesto. Forse sarebbe stato opportuno aspettare che una nuova amministrazione comunale si fosse insediata e che avesse avuto il tempo di ascoltare la voce di noi cittadini. Questo atteggiamento dei nostri confinanti, sembra quello degli avvoltoi che incominciano a volteggiare sopra la preda quando questa ancora non ha tirato l’ultimo respiro. Fortunatamente la nostra ‘corteccia’ sa resistere agli attacchi dei parassiti e certamente prima di “vendere la pelle dell’orso, i cacciatori dovranno tirar fuori diverse cartucce”. L’invito finale agli osimani è, quindi,  quello di “stare sereni, (ogni riferimento è puramente causale) perché sarà ‘il tempo’ a dare ragione”. Come dire: non basta avere in comune solo la vocale iniziale del nome.

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