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Ponte crollato, avvocato delle vittime:
“Non si esclude
un errore nel progetto”

DRAMMA IN A14 - La procura concentra l'attenzione sulle indicazioni del lavoro da fare e l'esecuzione per capire se fossero corretti. Primo confronto del legale dei coniugi con il pm Irene Bilotta. "Va appurato se per il cavalcavia 167 ci fosse un fattore di rischio maggiore". La senatrice Fabbri fa aprire inchiesta alla commissione infortuni sul lavoro
martedì 14 Marzo 2017 - Ore 19:03
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Il ponte crollato sull’A14

L’avvocato Vincenzo Maccarone

di Federica Serfilippi

Crollo del ponte, la procura concentra l’attenzione sul progetto e sull’esecuzione dei lavori. Potrebbero esserci stati uno o più errori. Sono giorni di intenso lavoro per l’inchiesta del pm Irene Bilotta sul cavalcavia 167, crollato in A14, tra i caselli di Ancona sud e Loreto (leggi l’articolo). Questa mattina, l’avvocato dei coniugi morti, ha raggiunto la procura dorica.

Intanto la senatrice del Pd Camilla Fabbri, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, informa dell’apertura, di oggi di una indagine in relazione al crollo del ponte 167. Un’indagine che si concentrerà sul delicato tema della sicurezza dei cantieri stradali che riguarda sia i lavoratori che l’utenza, cercando di illuminare la catena degli appalti e dei subappalti per chiarire le responsabilità in materia di sicurezza.

L’AVVOCATO . «Si dovranno valutare i progetti originari – dice Vincenzo Maccarone – le modalità con cui sono stati eseguiti i lavori e l’aspetto legato al fattore rischio: per quel tipo di innalzamento bisognava chiudere l’autostrada?». Il legale rappresenta la famiglia di Emidio Diomede e Antonella Viviani, i coniugi morti lo scorso giovedì. Questa mattina l’avvocato ha avuto un primo confronto con la Bilotta che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, ancora a carico di ignoti. «La magistratura – ha detto l’avvocato – sta lavorando a 360 gradi, esaminando tutti i fronti». Al vaglio degli inquirenti non c’è solamente l’esecuzione dei lavori (ad opera della ditta Delabech), ma anche i progetti messi su carta da chi ha effettivamente elaborato il piano di innalzamento del cavalcavia, ovvero la Spea Engeneering, società del circuito Autostrade per l’Italia. Proprio per questo, dietro al collasso del troncone «potrebbero esserci una serie di errori che fanno capo a plurime responsabilità».

Il cerchio dei possibili indagati, dunque, potrebbe essere ampio. Tutto dipende dagli accertamenti che sta svolgendo Luigino Dezi, l’ingegnere e docente dell’Univpm incaricato dal pm di esaminare tutta la documentazione relativa ai lavori sul ponte e di accertare la causa del crollo. La procura avrebbe i fari puntati sulle strutture provvisorie del troncone che, utilizzate in maniera errata, lo avrebbero sbilanciato fino a farlo scivolare a terra. Ma perché questa mancanza di equilibro? Si indaga su una serie di presunti errori commessi durante le fasi di posizionamento o stabilizzazione del ponte, innalzato grazie a un sistema di martinetti azionati scorrettamente. L’obiettivo della procura è anche capire se era doveroso chiudere l’autostrada durante il sollevamento. «Si sta indagando sulle specificità di quel ponte – ha continuato Maccarone – e capire sei i lavori eseguiti precedentemente per gli altri cavalcavia fossero analoghi a questo oppure no. In sostanza, è necessario appurare se per il ponte 167 fosse necessario un’operazione fotocopia o se avesse presentato un fattore di rischio maggiore rispetto agli altri casi». Intanto che si faccia chiarezza sulle responsabilità, i figli delle vittime – Daniele e Daniela – attendono che venga fatta giustizia. «Non hanno però fretta – conclude l’avvocato – che qualcuno venga iscritto subito nel registro degli indagati. Vogliono solamente che una morte così assurda non si verifichi mai più».

FABBRI. «Si tratta di un impegno doveroso verso la famiglia delle vittime – dice la senatrice – i lavoratori e tutti i cittadini che, quotidianamente, usufruiscono di un’infrastruttura strategica quale l’A14, che per noi marchigiani rappresenta un nodo nevralgico per la viabilità regionale. Dalla prossima settimana terremo le audizioni dei soggetti interessati (da Autostrade per l’Italia alla Polizia Stradale delle Marche, dalle ditte coinvolte agli operai rimasti feriti) non solo per accertare, in tempi brevi, ruoli, cause e responsabilità, ma anche per evitare che si possano ripetere simili tragedie».

Le immagini dall’alto

 

 

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