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Vongolari in Regione,
proroga di un mese
per arrivare ad un accordo

CONSIGLIO - Approvata la proposta della Giunta che prolunga per 5 anni i confini di pesca . L'assessore Sciapichetti: "Ci serve tempo per uno studio serio sul settore". L'opposizione: "E' l'abdicazione della politica"
martedì 28 Mar 2017 - Ore 18:33
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L’incontro di questa mattina in Regione con l’assessore Sciapichetti

Le vongolare

 

Compartimenti per la pesca delle vongolare, la Regione approva una nuova proposta e l’ulteriore proroga di un mese per arrivare ad un accordo. Dopo la protesta della scorsa settimana degli operatori del settore ad Ancona, oggi il consiglio ha votato sull’annosa questione della suddivisione per compartimenti. A  fine marzo sarebbe scaduto il termine ultimo per trovare una soluzione alla ripartizione regionale delle zone di pesca. Attualmente infatti i compartimenti sono 4 (Pesaro, Ancona, Civitanova e San Benedetto) e da anni il comparto anconetano lamenta di essere sfavorito dalle presenza di troppe imbarcazioni presenti nel tratto di mare dorico. Non avendo trovato un accordo tra le parti, la Regione ha pensato di limitarsi a lasciare tutto com’è, proponendo una ulteriore proroga di 5 anni dei confini di pesca. Interventi critici in aula da parte di Fratelli d’Italia e del M5s che hanno insistito sulla questione dei tempi, soprattutto in ordine alla proroga di 5 anni che era stata prevista dalla Giunta.

Gianni Maggi (M5s) ha parlato di “abdicazione della politica rispetto ad un problema che va avanti da anni, con totale responsabilità della Giunta”. Nel suo intervento, l’assessore Angelo Sciapichetti ha specificato che quella proposta della Giunta non era una proroga di 5 anni, ma un lasso di tempo necessario per portare a compimento uno studio serio di settore. «Speriamo – ha concluso – che si possa arrivare ad un accordo con gli operatori, senza il quale resta solo lo studio». Boccia l’ipotesi di comparto unico Coldiretti: «la creazione di un consorzio unico regionale significherebbe la fine della pesca delle vongole nelle Marche, facendo del settore principe dell’economia ittica un autentico  far west. Coldiretti Impresapesca commenta così le ipotesi di riordino del settore: «Consentire a 221 imbarcazioni di pescare dovunque vogliano significa concentrare di volta in volta lo sforzo di pesca su una sola zona dove magari gira voce si possano essere più vongole e ciò significherebbe devastare completamente quelle aree». Nelle Marche operano 221 imprese, con 450 addetti diretti, cui va aggiunto un indotto di altre 120 imprese e 380 addetti delle filiera, settore che traina l’export all’estero.

Il capogruppo Fi Jessica Marcozzi si schiera invece apertamente con i pescatori dell’Ascolano e del Fermano e si dichiara “favorevole alle proroghe a un mese o al 2022 ma solo perché contribuiscono a mantenere in vigore l’attuale assetto. Se le proroghe, infatti, sono ben viste dai lavoratori, ok. Ma se la politica ci mette lo zampino riaffiora il problema di sempre”. “Politicamente, infatti, non posso che mostrare tutto il mio disappunto per un’amministrazione che, andando avanti alla cieca, ha dimostrato la volontà di non decidere, di non affrontare la questione – commenta Marcozzi -. La politica è fatta anche di scelte difficili, che possono sì scontentare qualcuno. Non è fatta solo di medagliette da appendersi al petto. E ancora una volta l’amministrazione ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza ad affrontare temi seri, importanti, dove in ballo c’è il lavoro dei Marchigiani lasciati ancora una volta appesi a un filo di incertezza e temporaneità”.

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