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Ancona, contro il Lumezzane
è già playout

LEGA PRO – Domani ci sono i lombardi, mercoledì c’è il Teramo. Sono due scontri diretti da vincere per sperare ancora nella salvezza. Fuori dal campo, continua il dramma finanziario e societario
sabato 1 aprile 2017 - Ore 19:32
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Ancona, giocatori in cerchio prima del calcio di inizio, foto d’archivio di Cristiano Belfiore

 

di Giuseppe Giannini

Ancora alla caccia della prima vittoria del 2017 in campionato, l’Ancona si gioca domenica col Lumezzane le ultime chance per evitare la retrocessione diretta. Solo la matematica dice che la trasferta in Lombardia (fischio d’inizio alle 16,30, dirige D’apice di Arezzo) non è l’ultima spiaggia per i biancorossi. Ma è altrettanto evidente che si tratta di un match fondamentale per i dorici. Dopo la caduta interna, l’ennesima, col Sudtirol quello col Lumezzane è il primo dei due scontri diretti (l’altro mercoledì alle 20.30 contro il Teramo) che potrebbero decidere la stagione. Nel frattempo, mentre è stato approvato il bilancio con un passivo di 350 mila euro al 31 dicembre scorso (col voto contrario di Sosteniamolancona, per il conteggio di 600mila euro di sponsorizzazioni di cui non è stata comunicata la provenienza) continuano incontri e contatti per garantire un futuro al club. Il crescente disinteresse da parte degli attuali finanziatori non fa presagire il sereno. E per scongiurare che una tempesta affondi definitivamente la nave si cercano alternative. Il dg Nacciarriti continua a lavorare alla cordata dei “calzaturieri”: tre imprenditori marchigiani due dei quali del settore della moda, che si stanno coagulando attorno alla figura del direttore generale. E non può essere escluso che siano loro ad aver già iniziato un percorso garantendo i 600 mila euro di cui non si è voluta rivelare la provenienza. Mentre va avanti piano il discorso portato avanti da Sergio Schiavoni con gli “ottici romani”. L’ex presidente ha incontrato nella capitale Massimo Balducci e Paolo Pomponio che già lo scorso ottobre, assieme a Stefano Pascucci (che attualmente sembra essersi defilato) avevano manifestato interesse ad investire nell’Ancona, ricevendone pure i conti per poter valutare una eventuale le operazione. Non se ne fece più nulla perché Sosteniamolancona, la Fondazione e l’allora presidente David Miani (oggi contestatissimo ad e unico ‘superstite’ della triade completata da Raffaele Vietri e Fiorello Gramillano), decisero di cedere agli attuali soci.
In questo clima mister De Patre prova a far restare concentrata sul campo e sull’obiettivo sportivo la squadra alla quale sono stati assicurati stipendi ed emolumenti fino al 31 dicembre dopo lo sblocco di parte (115mila euro) della fideiussione di Marinelli. Consapevole della necessità di un blitz esterno per tenere vive le speranze di abbandonare l’ultimo posto, il tecnico abruzzese sembra orientato a tornare al 4-3-3 che Brini aveva cucito sulla squadra. Fuori dai giochi Del Sante, Vitiello, Samb, Kostadinovic e Cristofari, stringerà i denti Cacioli che si piazzerà al centro della difesa con Ricci, mentre Daffara e Barilaro (al posto di Nicolao) agiranno sulle corsie laterali. A centrocampo Agyei, Gelonese e Zampa, con Frediani e Bariti esterni d’attacco. Ballottaggio per il posto da centravanti tra Paolucci e Momentè. Nel Lumezzane, che precede di 4 punti i dorici, sicure le assenze dello squalificato Magnani e dell’infortunato Gentile. I lombardi sono reduci 7-2 di Pordenone, con gli ospiti in vantaggio di due gol dopo i primi 45′. Mister Bertoni, subentrato in panchina all’ex calciatore dorico Luciano De Paola non ha mai vinto in casa e attende l’Ancona per sfatare un tabù che dura dal 7 dicembre 2016 (Lumezzane-Mantova 2-0).

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