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Ancona, persa l’ultima chance salvezza

LEGA PRO - Sconfitti in casa contro il Teramo per 1 a 0, i biancorossi hanno perso tutti gli scontri diretti che contavano per non retrocedere direttamente nei dilettanti. A meno 6 dal termine e ultimi in classifica a 7 punti dal Fano, la stagione è finita
giovedì 6 aprile 2017 - Ore 00:49
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La contestazione dei tifosi a pochi minuti dal termine della gara

 

di Giuseppe Giannini

Ancona game over. La sconfitta interna col Teramo suona come un verdetto per i dorici. Condannati alla retrocessione diretta nei dilettanti. Perché dopo lo 0-1 firmato da Barbuti non ha davvero più senso aggrapparsi alla matematica. Le tre chance negli scontri diretti con Sudtirol, Lumezzane e Teramo sono fallite miseramente. E cosi gli abruzzesi salgono a +10 e il Lumezzane a +8 mentre i biancorossi all’undicesima sconfitta su dodici partite e ancora a secco di gol in casa sono sempre più ultimi in classifica nel girone B di Lega Pro. Delle ritardatarie solo il Fano perde a Gubbio ma resta a +7 col favore degli scontri diretti contro i dorici. Un dramma sportivo che fa ancora più paura alla luce della situazione societaria che non fa prevedere tempi sereni nel futuro del calcio anconetano. Se infatti è ormai sfuggita la salvezza sul campo sarà fondamentale che non si lasci nulla di intentato per costruire quella del club. Tutti i segnali registrati nell’ultimo periodo evidenziano la volontà degli attuali finanziatori di passare la mano. Qualcosa si muove e restano in piedi le ipotesi delle due cordate, quella delle aziende marchigiane del settore moda e calzature e quella degli ottici romani che sta coagulando anche altre forze economiche del territorio attorno alla figura di Sergio Schiavoni. Ma in questo senso non facilita le trattative la notizia sul coinvolgimento di Ercole Di Nicola, molto più che un consulente esterno dei soci di maggioranza, nel caso Eldense, militante nella Segunda B spagnola (l’equivalente della Lega Pro italiana), attualmente sotto indagine per presunte combine e finanziamenti illeciti. Un’inchiesta scattata dopo la sconfitta per 12-0 contro il Barcellona B. Patron della squadra finita nell’occhio del ciclone il dirigente abruzzese Nobile Capuani che ha collaborato con Di Nicola nel 2015.
La situazione disastrata della società, su cui pende anche l’ipotesi di una penalizzazione della Covisoc per non aver rispettato le scadenze dei pagamenti degli stipendi di novembre e dicembre, fa il paio con quella della squadra. Sempre più abbandonata al proprio destino, contestata dai propri tifosi ed incapace di reagire alle avversità. Anche col Teramo mette in campo quello che ha da dare. È generosa e arruffona, troppo molle dietro e impalpabile davanti. Anche contro gli abruzzesi non trova mai l’acuto vincente, recrimina per un rigore, e finisce per capitolare sull’ennesima mezza beffa. Al primo vero affondo degli ospiti e nel momento migliore della gara. Giocata però senza il veleno necessario per tirarsi fuori da una posizione disperata come quella dell’Ancona.
Per questo turno infrasettimanale che è l’ultima spiaggia per i dorici il ritmo è da amichevole. Il Teramo che domenica ha fatto risultato in casa con la Samb (2-1) pensa più a non prenderle. Meglio non rischiare troppo in uno scontro diretto e il diktat di Ugolotti al quale alla fine dei giochi il risultato darà ragione. Questione di mentalità ma il Diavolo salito al Del Conero a dispetto di qualche nome dimostra di meritare la scomoda posizione di classifica. I dorici provano a fare la partita ma il palleggio della squadra di De Patre (in tribuna a scontare il turno di squalifica dopo le turbolenze in campo al triplice fischio di domenica a Lumezzane) è lento e prevedibile. Nessuno ha lo spunto per accendere le micce e davanti Paolucci finisce per scomparire tra le maglie del Teramo. Interrompe gli sbadigli un brivido di paura per un retropassaggio di Cacioli che al 10′, complice anche il terreno al limite del praticabile, mette in difficoltà Anacoura. Al 14′ Voltan ci prova con una conclusione violenta su punizione dal lato corto dell’area. Narciso ci mette i pugni e se la cava. Al 25′ il Teramo prova ad uscire dal guscio e protesta per un presunto fallo di mano di Ricci dopo un tiro ciccato di Di Paolantonio. Ma appaiono decisamente più giustificate le lamentele dell’Ancona per un netto fallo su Frediani a due metri dalla linea di porta. È il 43′ e un cross di Daffara deviato da un difensore spiove nel cuore dell’area ospite. Frediani va di testa in tuffo con Sales che lo mette giù da dietro. La palla esce di un soffio e l’arbitro non concede un penalty solare all’Ancona. I locali insistono e all’11’ Daffara va sul fondo a destra e taglia un traversone basso sul primo palo per l’accorrente Paolucci che manca l’impatto. L’Ancona balbetta e il Teramo prende coraggio. Ma gli ospiti non pungono e finalmente concedono un po’ di campo ai velocisti dell’Ancona. Al 28′ Voltan innesca Frediani che entra in area palla al piede e calcia senza riuscire ad imprimere potenza al tiro. La spinta dei dorici aumenta ma anche sulla serie di corner collezionati l’Ancona non trova il colpo vincente. Succede così che al 32′ su un capovolgimento di fronte Barbuti addomestica sulla trequarti, fa fuori Frediani e Barilaro, ultimi baluardi e unici a rientrare, prima di battere con un secco rasoterra Anacoura. È il colpo del ko per l’Ancona. Che chiude in anticipo di un quarto d’ora il match e di sei giornate il campionato dei biancorossi. Che affondano al Del Conero dopo una stagione da horror. Si spengono così anche le ultime flebili speranze rimaste di evitare la retrocessione diretta. Si accendono invece i fumogeni della contestazione che piovono in campo e costringono l’arbitro a sospendere la partita per tre minuti quando ne restano otto da giocare più cinque di recupero. Ma che non bastano all’Ancona per raddrizzare il risultato e tantomeno per risollevare una annata iniziata male e finita anche peggio.

ANCONA – TERAMO 0-1

ANCONA (4-3-3): Anacoura 6; Daffara 6, Cacioli 6, Ricci 6, Barilaro 6; Zampa 5,5, Gelonese 5,5, Bambozzi 5 (34′ st Bariti sv); Voltan 5, Paolucci 4,5, Frediani 6. A disp: Scuffia, Di Dio, Nicolao, Forgacs, Djuric, Mancini, Momentè, Bartoli, Bellucci, Fraternali, Moretti.

All. Ripa – Saggiomo 5

TERAMO (4-4-2): Narciso 6; Sales 5, Caidi 6, Speranza 6, Karkalis 6; Spighi 5,5, Amadio 5,5, Ilari 5,5, Di Paolantonio 5,5 (36′ st Altobelli sv); Fratangelo 5 (13′ st Barbuti 6,5), Sansovini 5 (23′ st Masocco 5). A disp: Calore, Imparato, Scipioni, Palladini, Carraro, Mantini, Baccolo.

All. Ugolotti 6

ARBITRO: Panarese di Lecce 5

RETI al 32′ st Barbuti

NOTE partita sospesa per tre minuti al 37′ st per il lancio di fumogeni in campo da parte della curva dei tifosi locali; spettatori 1501 (di cui 200 circa ospiti) incasso 9.456 euro; ammoniti Amadio
Corner 7-1. Recuperi pt 1′, st 5′

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