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Duplice omicidio di via Crivelli,
per la Procura sono pochi
i 20 anni inflitti a Antonio Tagliata

ANCONA – Impugnato dalla magistratura il verdetto di primo grado dello scorso dicembre. Il ragazzo condannato per aver ucciso Fabio Giacconi e Roberta Pierini rischia un calcolo più pesante della pena
giovedì 20 Aprile 2017 - Ore 19:34
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Antonio Tagliata con la ragazza, in una foto dal loro profilo Facebook.

di Federica Serfilippi

La sentenza di condanna inflitta ad Antonio Tagliata rischia di essere ricalcolata. I 20 anni di carcere stabiliti in primo grado, infatti, potrebbero essere troppo pochi. A chiedere una possibile rivisitazione dell’esito del processo è la Procura Generale della Repubblica che ha impugnato il verdetto emesso dal gup lo scorso dicembre contro il killer di via Crivelli. I magistrati di via Matteotti hanno fatto ricorso in Corte di Cassazione. La data dell’udienza deve ancora essere fissata. Alla base della decisione della Procura ci sarebbe una discrepanza ravvisata nel peso dato dal giudice alle attenuanti generiche e alle aggravanti. Nelle prime rientra la giovane età dell’imputato e la collaborazione processuale, tra cui l’essersi costituito subito dopo il delitto e l’aver aiutato i carabinieri nel ritrovamento della pistola usata per uccidere Fabio Giacconi e Roberta Pierini. Le aggravanti, invece, sono rappresentate dalla premeditazione dell’omicidio e dal legame di parentela con le vittime, dato il concorso delittuoso con l’ex fidanzata. Il giudice, durante il conteggio, ha considerato i due aspetti equivalenti, abbassando così il massimo degli anni di reclusione previsti con il rito abbreviato scelto dalla difesa: 30 anni. Una pena che tiene conto anche del reato del porto abusivo d’armi. È proprio sull’equilibrio tra le attenuanti e le aggravanti che dibatterebbe la Procura. Durante l’udienza, i giudici della Cassazione potranno decidere se rigettare l’istanza oppure accettarla. In quest’ultimo caso, il procedimento potrebbe prendere una piega inaspettata. Infatti, gli atti del processo dovrebbero tornare in tribunale per un eventuale ricalcolo della pena. Se effettivamente esiste un peso differente e non equivalente tra le attenuanti e le aggravanti, Tagliata potrebbe vedersi aumentare gli anni di reclusione. Se invece il ricorso verrà rigettato, rimarranno i 20 anni di reclusione in attesa che per il killer venga fissato l’appello. La 17enne, con cui Tagliata condivide tutte le accuse ad eccezione della contestazione della premeditazione, in primo grado è stata condannata in abbreviato a 18 anni di carcere. In secondo, i giudici le hanno applicato uno sconto di 2 anni.

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