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Isa, la proprietà:
“Costretti a licenziare il dipendente”

ANCONA - Il gruppo Palumbo tramite il suo legale Maurizio Rumolo denuncia il comportamento offensivo del delgeto rsu messo alla porta dal cantiere che costruisce yatch di lusso. "Ha strumentalizzato il suo ruolo per interessi personali"
venerdì 21 Aprile 2017 - Ore 19:48
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Lo stabilimento di via Mattei (foto d’archivio)

 

Isa, la proprietà risponde alle accuse della Fiom. «Il delegato rsu licenziato per i suoi comportamenti offensivi». All’indomani del sit in dei metalmeccanici della Cgil davanti ai cancelli del cantiere della nautica del lusso (leggi l’articolo), la Palumbo fa sapere tramite una nota di essere «stata costretta ad adottare il provvedimento nei confronti di Emiliano Fava, a causa di suoi comportamenti ripetutamente offensivi nei confronti della proprietà e di minaccia e strumentalizzazione delle sue prerogative sindacali per il perseguimento di interessi personali».
Il legale del gruppo Palumbo, Maurizio Rumolo afferma che «i comportamenti adottati dal dipendente non hanno nulla a che fare con l’esercizio dei diritti sindacali che, infatti, la Fiom continua ad esercitare all’interno dell’azienda. Il signor Fava ha messo per iscritto offese e minacce, peraltro attraverso un uso inappropriato di strumenti di comunicazione, integrando anche connotati diffamatori. Non è affatto vero – prosegue Rumolo – che la società abbia voluto cogliere l’occasione per liberarsi di un dipendente scomodo, perché nei confronti signor Fava sono state mosse ben quattro contestazioni d’addebiti (in un lungo arco temporale) e, nelle precedenti occasioni, quando sono stati adottati provvedimenti di carattere conservativo, il dipendente è stato sempre invitato ad evitare di utilizzare espressioni offensive e di assumere atteggiamenti di strumentalizzazione. Ciò non è avvenuto perché, evidentemente, si è cercata la provocazione e lo scontro a tutti i costi».
Per quanto attiene ai rapporti con i sindacati, si legge nella nota dell’azienda, la società rimarca che alcuni esponenti hanno assunto, in numerose occasioni, atteggiamenti del tutto ingiustificati, come dimostrato dal reiterato rifiuto a sottoscrivere un accordo sindacale per la gestione degli esuberi, cui hanno infine aderito in forma individuale i lavoratori, evidentemente insoddisfatti della linea seguita da questi esponenti impegnati a danneggiare più che a costruire.
La costruzione di nuovi capannoni e la ripresa dell’attività produttiva nel cantiere, che era fermo da oltre due anni, sono la dimostrazione della serietà della società impegnata in un’opera di rilancio e di concreti investimenti. Il cantiere si è già aperto alla visita di autorità cittadine ed è disponibile in ogni momento a mostrare quanto di positivo si starealizzando con la collaborazione delle maestranze che, in numero consistente, sono già state richiamate dalla cassa integrazione alla produzione.

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