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Licenziamento dell’ex capo
Ufficio tecnico:
si torna in aula a Perugia

OSIMO - Nuova udienza, il prossimo 31 maggio, davanti alla Corte d'Appello del capoluogo umbro per la complessa causa di lavoro che da 15 anni vede protagonisti l'ingegnere Franco Mazzocchini ed il Comune di Osimo. L'ente ha già accantonato in via cautelativa 300.000 euro in bilancio, temendo d dovere pagare un maxi risarcimento
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Osimo, palazzo comunale

Nuovo round della battaglia legale tra l’ingegnere Franco Mazzocchini e il Comune di Osimo. Si torna in aula il prossimo 31 maggio. Il professionista si è rivolto nuovamente alla Corte di Appello di Perugia – Sezione Lavoro per capire quali somme devono essergli corrisposte dopo il licenziamento ritenuto “illegittimo e ingiustificato” dai giudici della Cassazione nel 2014. Per comprendere la complessa causa di lavoro, è necessario fare un passo indietro. L’ex capo dell’Ufficio tecnico del Comune di Osimo era stato allontanato nel 2002 dal suo posto di lavoro, durante la prima legislatura del sindaco Dino Latini.

Nel 2014 la Cassazione aveva accolto il ricorso del dipendente licenziato ma per la quantificazione delle somme che il Comune era tenuto a versare e l’inquadramento contrattuale del livello riconosciuto (dirigenziale o meno), la Suprema Corte aveva rinviato gli atti alla Corte di Appello Perugia. Di fatto la Cassazione nel 2014 ha già condannato il Comune di Osimo a corrispondere al professionista le retribuzioni maturate dalla data del licenziamento (il 18 aprile 2002) fino al compimento dei 65 anni di età previsti per il raggiungimento della pensione (ossia fino a luglio 2012), per un periodo complessivo di 10 anni e 3 mesi, con adeguamenti Istat e versamento dei relativi contributi previdenziali. Ma la cifra finale potrebbe cambiare se la qualifica dirigenziale fosse riconosciuta in una seconda vertenza, ancora in itinere. Per fare chiarezza le udienze e le cause si sono moltiplicate, tanto che non si riesce ancora a scrivere la parola fine su questo contenzioso legale. Non c’è neppure la certezza che la data del 31 maggio possa essere risolutiva.

L’amministrazione Pugnaloni, fin dal suo insediamento, ha ipotizzato di dover pagare all’ex dipendente un maxi risarcimento di 600.000 euro. Pertanto il Comune di Osimo ha già accantonato in bilancio in via cautelare una somma che si aggira sui 300.000 euro dopo la prima sentenza della Corte di Appello di Perugia (del 2014) che ha condannato l’ente a a risarcire il danno sofferto e i contributi di previdenza all’ingegner Mazzocchini. Nei primi 14 anni di udienze il Comune ha versato per la vicenda 135.502 euro di spese legali, di cui 32.565 solo per la rifusione delle spese di giudizio. A queste somme ora si aggiungono gli altri 8.325 euro lordi stanziati in bilancio per il patrocinio  dell’avvocato nel nuovo giudizio riassunto a fine mese davanti alla Corte di Appello di Perugia.

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