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Dissesto finanziario Offagna, il sindaco
propone il pagamento al 50% dei debiti (Video)

VERSO LA SALVEZZA- Il commissario liquidatore Soloperto ha chiesto alla nuova amministrazione di applicare la 'procedura semplificata' ammessa dalla legge. Prevede il pagamento parziale del passivo e l’accensione di un mutuo per ripagare l’anticipazione delle somme concesse al Comune dallo Stato. A conti fatti farebbe scendere la massa debitoria da 2.245.184 euro a 972.304 euro ma vanno reperiti 699.081 euro
martedì 4 luglio 2017 - Ore 10:14
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Offagna. come uscire dal dissesto finanziario: le soluzioni del sindaco Ezio Capitani

Il sindaco Capitani con il commissario liquidatore Soloperto, ieri sera all’assemblea pubblica di Offagna

di Maria Paola Cancellieri

Per uscire dalla palude e chiudere la parentesi del dissesto finanziario, Offagna gioca la carta della ‘procedura semplificata’ prevista dalla legge. Una soluzione prospettata la scorsa settimana dal commissario straordinario di liquidazione, Alfonso Agostino Soloperto che prevede in estrema sintesi il pagamento parziale dei debiti e l’accensione di una sorta di mutuo per ripagare l’anticipazione delle somme concesse al Comune dallo Stato. Il piano è stato illustrato ieri sera in una partecipata assemblea pubblica, convocata dal sindaco Ezio Capitani nella palestra comunale di Offagna. All’incontro hanno partecipato oltre al primo cittadino e all’esecutivo, tutti i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, il commissario Soloperto e un revisore dei conti del Comune.

Gli offagnesi riuniti in assemblea nella palestra comunale

LA PROPOSTA DEL COMMISSARIO LIQUIDATORE – Il commissario liquidatore ha chiarito di aver accertato che la massa passiva dei debiti ammonta a 2.915.000 euro, dei quali 2.245.184 euro colonizzati solo dal maxi risarcimento al quale il Comune è stato condannato a pagare in solido con altre figure per la morte del piccolo Amos Guzzini. La somma però va calcolata a metà per la sospensione e la provvisoria esecutività concessa dalla Corte d’Appello. Il fabbisogno per l’adesione alla procedura semplificata stimato dal commissario, si aggira pertanto sui 972.304 euro che nella differenza con la massa attiva di 273.222 euro, scendono a 699.081 euro. “Dal ministero dell’Interno potremo ottenere un’anticipazione da rendere nei prossimi anni con tasso di interesse quasi nullo al momento. – ha spiegato all’assemblea il commissario liquidatore – Se l’ente si impegnerà a risparmiare sul bilancio, per accantonare una parte di risorse per un numero di anni da definire, si potrà offrire ai creditori dal pagamento di una somma variabile tra il 40% ed il 60% del debito. E chi accetterà la transazione rinunciando ad ogni altra pretesa, avrà la convenienza di ottenere la liquidazione obbligatoria entro 30 giorni dalla conoscenza dell’accettazione della transazione. In questo modo nessun creditore che abbia accettato la proposta transattiva potrà più intervenire sul patrimonio del Comune di Offagna ed eviteremmo così per il futuro nuove ipotesi di dissesto finanziario. E’ nell’interesse del Comune cercare insomma di chiudere il problema al più presto. Credo che sia l’unica soluzione capace di definire, in maniera più o meno indolore, la questione del dissesto”. Soloperto ha già scritto al Ministero dell’Interno, al Prefetto di Ancona e alla Corte dei Conti Sezione Regionale di controllo per le Marche e conta che giunta e consiglio comunale di Offagna possano accettare la proposta.

Il tavolo dei relatori ieri sera ad Offagna

I TEMPI DELLA PROCEDURA – Ora entro 30 giorni dalla notifica della proposta, per legge la Giunta Capitani dovrà deliberare l’adesione o meno alla procedura semplificata. In caso positivo, si impegnerà a mettere a disposizione risorse finanziarie che unitamente a quelle nella disponibilità del commissario liquidatore, siano sufficienti a coprire almeno il 50% del fabbisogno complessivo dell’importo oltre all’importo calcolato al 100% per i debiti privilegiati e per le spese della liquidazione. Il sindaco Capitani è intenzionato ad approvare con il vice sindaco Socci e l’assessore Bartoli la delibera giovedì prossimo, soprattutto perché l’adozione della procedura semplificata fa venire meno l’obbligo di predisposizione del piano di rilevazione e il commissario liquidatore potrà definire transattivamente le pretese dei relativi creditori, anche periodicamente, offrendo appunto il pagamento di una somma parziale dei debiti, con rinuncia ad ogni altra pretesa dei creditori, e con la liquidazione obbligatoria delle somme pattuite entro 30 giorni dalla conoscenza dell’accettazione della transazione. Anche i creditori avranno 30 giorni per decidere se accettare o meno la proposta e in caso di risposta positiva otterranno entro i successivi 30 giorni l’importo ricalcolato. La legge stabilisce inoltre che l’organo straordinario di liquidazione dovrà accantonare l’importo del 50% per cento dei debiti per i quali non è stata accettata la transazione. L’accantonamento è elevato al 100% per i debiti assistiti da privilegio.

I NUMERI E I CONTI – Sono 28 le istanze di ammissione al passivo, di cui 7 tardive, certificate dal commissario liquidatore per un totale arrotondato di euro 2.723.000 euro. A queste vanno aggiunte altre posizioni debitorie (personale, la parcella del commissario liquidatore, situazioni varie e ipotizzabili) che portano il totale a 2.915.000 euro, dove la parte più rilevante della massa passiva è costituita comunque dal maxi risarcimento dovuto ai familiari del piccolo Amos Guzzini. Il Tribunale di Ancona ha condannato in primo grado il Comune di Offagna, in solido con altre figure al risarcimento di 2.180.979 euro, oltre spese ed interessi fino al 12 marzo 2016, data di dichiarazione dello stato di dissesto del Comune di Offagna, lambisce i 2.245.184 euro. La Corte d’Appello di Ancona, ad ottobre 2015 aveva però sospeso l’esecutività della sentenza di primo grado, imponendo al Comune di liquidare quale debito certo liquido ed esigibile solo il 50% dell’intera somma, pari a 1.122.592 euro. In cassa ce ne sono 324.443 euro ai quali vanno aggiunti 88.865 di residui attivi, 187.034 di residui passivi per un totale di 226.274 euro di fondo cassa da trasferire. A conti fatti il fabbisogno per l’adesione alla procedura semplificata stimato dal commissario liquidatore, ammonta a 972.304 euro che nella differenza con la massa attiva di 273.222 euro, scende a 699.081 euro. Oltre tutto per recuperare fondi sono stati inviati anche 110 avvisi di accertamento per omesso o parziale versamento della Tari 2015, per un importo di 36.786 euro anche se non è certo che avverrà questo recupero dell’evasione tributaria. Si potrà invece provvedere all’alienazione dei beni patrimoniali del Comune, come alcuni locali di proprietà dell’ente. La legge 160/2016 garantisce un’anticipazione, la cui restituzione e’ effettuata, con piano di ammortamento a rate costanti, comprensive degli interessi, in un periodo massimo di venti anni a decorrere dall’anno successivo a quello in cui e’ erogata la stessa anticipazione, ad un tasso di interesse da applicare, al momento vicino allo zero.

LE SOLUZIONI DEL SINDACO – Nell’agenda del sindaco Ezio Capitani sono già fissati diversi appuntamenti istituzionali: mercoledì è in programma, ad esempio, un importante incontro in Regione con l’assessore Cesetti. “Non sappiamo se potremo ricevere un aiuto anche dalla Regione, ma proviamo a chiederlo” ha chiarito Capitani ieri sera. Il sindaco conta inoltre di rastrellare nuove risorse dopo la verifica dei conti del consuntivo 2016 che dovrà essere approvato nelle prossime settimane. “Altri fondi potranno arrivare dall’alienazione dei locali comunali” ha aggiunto. “Noi auspichiamo che i creditori accettino questo soluzione che chiude la partita, perché otterranno subito il denaro dovuto – ha sottolineato Ezio Capitani durante l’assemblea – Siamo anche in difficoltà per la multa dei 300.000 euro per il mancato rispetto del patto di stabilità e per quanto riguarda i servizi stiamo lavorando partendo dalle piccole necessità come la riapertura di uno sportello bancario. Abbiamo poi chiesto la Multservizi che gestisce la raccolta dei rifiuti di farci gratis il servizio di derattizzazione per un anno. E ancora: c’è il problema dell’autobus per i ragazzini che vengono a scuola ad Offagna da San Biagio perché il Comune non può contribuire al pagamento dello scuolabus della Osimo Servizi. Ne stiamo parlando con il Comune di Osimo. C’è inoltre il problema del calo di iscrizioni della scuola materna che non riceverà più i 15.000 euro l’anno di contributi comunali. Dobbiamo aiutare questa scuola a trovare queste risorse private. Stiamo anche costituendo un fondo di natura privatistica per raccogliere fondi da sponsorizzazioni anche per il Comune, da 5 per mille, perché potrebbe aiutarci ad integrare il costo di alcuni servizi. Abbiamo anche riallacciato anche i rapporti con i Comuni di Agugliano e Polverigi per valutare la gestione in associazione alcuni servizi, siamo già stati a parlare in Provincia e presto andremo a Roma al Ministero dell’Interno. Quindi parallelamente a questa operazione di risanamento del dissesto stiamo lavorando per risolvere altri problemi, tenuto conto che non abbiamo soldi e che per certi servizi come quello della biblioteca, dovremo contare molto sull’apporto del volontariato”.

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