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Accoltellato dall’ex dell’amica:
“Voleva uccidere entrambi”

SENIGALLIA - Il 26enne aggredito da Piolo è ancora ricoverato in ospedale, è lucido e ha ricostruito con l'avvocato Roberto Paradisi quanto successo giovedì sera: "Se non lo avessi affrontato sarei morto". Lei è stata dimessa ieri pomeriggio ed è tornata a casa: "Sono sotto choc"
sabato 29 Luglio 2017 - Ore 15:00
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Ospedale Torrette

 

di Federica Serfilippi

«Ho fatto tutto quello che potevo fare per difendermi. Se non lo avessi affrontato, sarei morto». Sono le prime parole pronunciate dal 26enne accoltellato giovedì sera da Alessandro Piolo. Il giovane è ancora ricoverato in ospedale, è lucido e ha ricostruito con l’avvocato Roberto Paradisi la dinamica di quanto successo giovedì sera, quando è stato aggredito mentre era a casa della ex ragazza di Piolo, pure lei ferita. La giovane, a differenza dell’amico, è stata dimessa ieri pomeriggio ed è tornata a casa: «Sono sotto choc, in questo momento non voglio parlare e vedere nessuno», ha detto sempre all’avvocato Paradisi. Piolo voleva uccidere entrambi, almeno questa è la sensazione del ragazzo che fino all’ultimo ha tentato di disarmare l’assalitore, folle di gelosia e rabbia. «Appena è entrato in camera – ha raccontato il giovane all’avvocato – aveva già il coltello in mano. Mi ha guardato e mi ha detto: “Penso prima a te e poi a lei”». Ha combattuto con le unghie e con i denti per difendere lui e l’amica. Prima c’è stata una colluttazione in camera, poi in cantina. Il 26enne è riuscito a scappare da via Podesti in auto, con un polmone perforato. La ragazza è rimasta nel piazzale della palazzina. Piolo, invece, ha raggiunto la terrazza del condominio e si è buttato nel vuoto. Era da tempo che aveva reso la vita della sua ex un inferno, tanto che lei aveva già formalizzato delle querele.

L’avvocato Roberto Paradisi

«Ieri mattina – riferisce il legale – sarebbe dovuta venire nel mio studio per preparare una denuncia per stalking. Era in programma già la settimana scorsa, ma la ragazza aveva voluto temporeggiare per rifletterci ancora. Da parte sua c’è stato un gesto di vero affetto verso l’ex fidanzato, anche perché in quel momento stava vivendo un periodo di calma e lui sembrava aver interrotto comportamenti persecutori». Minacce e appostamenti sotto casa dell’ex, infatti, erano all’ordine del giorno. Giovedì, l’incubo è ricominciato. Durante il pomeriggio, Alessandro avrebbe anche sputato in faccia al padre della giovane. Poi, quando ha visto salire in casa il 26enne, ha perso la testa. «Ma non chiamatelo criminale, perché non lo è. Era un ragazzo abbandonato a se stesso – continua Paradisi – lasciato solo da tutti. Aveva un’unica ancora di salvezza e, quando la relazione è finita, si è ritrovato senza punti di riferimento». L’autopsia sul cadavere verrà effettuata martedì mattina all’ospedale di Torrette. «Ovviamente, con la morte dell’aggressore, non ci sarà un processo per lesioni o tentato omicidio. Vogliamo, però, che all’interno del procedimento – conclude l’avvocato – si faccia chiarezza per capire come sono andati esattamente i fatti, perché da giovedì la vita di questi due ragazzi è cambiata per sempre».

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