Parte la stagione balneare:
il mare di Ancona al top
per qualità delle acque

ANCONA – Da oggi e fino al 20 settembre tuffi in libertà nel tratto di costa dal confine nord con Falconara al confine sud con Sirolo classificato nella categoria migliore, fatta eccezione che per l'area del porto e del corridoio di lancio del porticciolo di Torrette ‘non adibiti alla balneazione’

Primi bagnanti a Portonovo

Parte ufficialmente oggi, 1 maggio, per terminare il prossimo 20 settembre, la stagione balneare 2026 di Ancona. E’ elevata la qualità dell’acqua nei vari tratti costieri comunali ma siccome gli eventi metereologici, come gli acquazzoni estivi, creano disagi alle reti fognarie possono essere necessarie misure preventive come il divieto temporaneo di balneazione. Come ogni anno, quindi, il sindaco Daniele Silvetti ha emesso due ordinanze. La prima distingue le aree balneabili, quelle vietate in modo permanente e quelle non destinate alla balneazione, la seconda regolamenta invece la gestione delle emergenze legate agli scolmatori e agli sversamenti causati da piogge intense.

la spiaggia del Passetto (archivio)

Sono classificati come ‘non adibiti alla balneazione’ lo specchio di mare del porto di Ancona per circa 5.398 metri e il corridoio di lancio del porticciolo di Torrette per circa 540 metri. In queste aree non si effettuano controlli sulla qualità dell’acqua né attività di tutela dei bagnanti, perché il divieto è già stabilito da altre autorità competenti quali la Capitaneria. di Porto e l’Autorità. portuale. Nel resto della costa anconetana, dal confine nord con Falconara. Marittima al confine sud con Sirolo, è invece consentito fare tuffi i libertà a condizione che le analisi Arpam risultano favorevoli. Sono state individuate 18 aree ufficiali di balneazione, tutte classificate nella categoria migliore (classe 1), tra le quali spiccano località come Palombina Nuova, porticciolo Torrette (escluso l’imbocco), il Passetto (Sedia del Papa, ascensore e sotto la piscina), Pietralacroce, Trave, Portonovo (Da Ramona, Vela) e Valle di Montirozzo.

la spiaggia di Palombina (archivio)

Nei casi nei quali si verifichi un “inquinamento di breve durata” che generalmente si risolve entro 72 ore e, è necessario impone il divieto di balneazione, spiega la seconda ordinanza sindacale. Il sistema fognario, infatti, non riesce sempre a recepire grandi quantità d’acqua, causando la fuoriuscita di reflui in mare. Quando si attivano gli scolmatori, vengono immediatamente avviate procedure di sicurezza che impongono la chiusura temporanea della balneazione, segnalazioni tramite cartelli, bandiere rosse e comunicazioni ai cittadini. La riapertura. avviene solo dopo i controlli positivi dell’Arpam, resi più rapidi grazie a nuovi metodi di analisi. Diverse figure istituzionali partecipano alla gestione ed i titolari di concessione balneare devono espone l’ordinanza. Sono previste anche sanzioni: chi rimuove o danneggia i cartelli senza autorizzazione rischia. una multa da 77 a 500 euro, oltre alle eventuali sanzioni penali. La vigilanza anche in questo caso è affidata alla Polizia locale.

(Redazione CA)

 

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