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Ingoiano le pile: salvati due detenuti
‘A Montacuto situazione critica,
il Consiglio regionale faccia qualcosa’

ANCONA - Dopo il 33enne morto domenica per aver inalato il gas di una bomboletta, nuovi tentativi di suicidio in meno di 24 ore. L'associazione Altra Ancona Ora: "Preoccupati per come sono costretti a vivere agenti della penitenziaria e detenuti"
martedì 1 Agosto 2017 - Ore 18:24
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Due detenuti salvati dal tentativo di suicidio e un altro morto in pochi giorni. E’ una sorta di bollettino di guerra quello che nell’ultimo periodo sta riguardando il carcere di Montacuto ad Ancona. Dopo il tunisino di 33 anni che domenica pomeriggio ha deciso di farla finita inalando il gas di una bomboletta utilizzata di solito per scaldare cibi e bevande (leggi l’articolo), tra ieri sera e stamattina ci sono stati altri due tentativi. Entrambi con la stessa modalità: quella di ingoiare delle pile da ricarica. Il primo ha riguardato un detenuto campano, tra i 25 e i 35 anni, che è stato subito soccorso dal 118, portato a Torrette e salvato. E’ rientrato in carcere nella giornata di oggi. Stamattina invece è stato un detenuto straniero a tentare di farla finita: anche lui è stato salvato in tempo e riportato dietro le sbarre. E così, mentre ieri il garante regionale Andrea Nobili dopo una visita in carcere ha inviato un’informativa al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sulle condizioni critiche degli agenti, sotto organico, e su quella dei detenuti con disagio psicologico (leggi l’articolo), oggi è l’associazione Altra Ancona Ora a prendere posizione. In particolare ricorda la visita fatta nell’aprile scorso con i Radicali e lancia un appello al Consiglio regionale.  “Al termine di quell’esperienza – spiega l’associazione – avevamo espresso forti preoccupazioni per le condizioni in cui detenuti ed il personale carcerario erano costretti a vivere: una struttura fatiscente, in parte chiusa per via delle infiltrazioni e dell’umidità, con detenuti stipati in cinque o sei all’interno di celle progettate per tre persone. Anche il sindacato autonomo polizia penitenziaria si è più volte espresso sulle allarmanti condizioni del carcere di Montacuto, sottolineando la mancanza di un numero adeguato di agenti. Vista la fondamentale importanza che ricopre, in ogni luogo, il rispetto della dignità umana, chiediamo che questa situazione critica divenga una priorità del Consiglio Regionale”.

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