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Feste vietate al Mamare,
Rubini (Sel): “Assurda incapacità
di trovare una soluzione”

IL COMMENTO – Il consigliere comunale interviene nel divieto di party al locale del Passetto. “Caso emblematico di una gestione approssimativa del Comune”
lunedì 7 agosto 2017 - Ore 12:14
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Il locale Mamare al Passetto

Il capogruoppo Sel Francesco Rubini

Eventi vietati al Mamare (leggi l’articolo), dal consigliere comunale Sel – Abc Francesco Rubini riceviamo:

“Che Ancona non fosse Ibiza ce ne eravamo accorti un po’ tutti, ma la decisione del Comune di Ancona di sospendere le attività del Mamare, unico locale estivo notturno della città, fino alla fine di agosto, ci pare davvero un epilogo oltremodo assurdo. Assurdo perché è impensabile immaginare una così profonda assenza di dialogo tra amministratori locali e imprenditoria privata in cui i primi, piuttosto che lavorare in sinergia con i secondi per la promozione e lo sviluppo del territorio, anche nell’ambito del divertimento notturno, procedono a suon di diffide e ordinanze, ed i secondi che, fin troppo spesso, sembrano non avere le carte in regola per esercitare a regola d’arte e di legge le loro attività. A monte però non ci resta che rilevare un problema atavico per questa città: È in grado questa classe dirigente di programmare e proporre una visione di lungo raggio per il nostro territorio? È mai possibile immaginare una città a vocazione turistica senza una progettazione partecipata tra il Comune e gli esercenti privati? Il “caso Mamare” è emblematico di una gestione del capoluogo approssimata dove interi settori strategici per il turismo e lo sviluppo del capoluogo vengono abbandonati al loro destino: un capoluogo di regione senza un locale notturno per il divertimento rappresenterebbe semplicemente l’ennesimo fallimento per una città da troppi anni ai margini dell’intrattenimento regionale. Il Comune, dunque, si assuma la responsabilità di trovare una soluzione  alla questione e la smetta di lavorare con un approccio burocratico repressivo che non fa altro che traslare le eventuali inefficienze private sulla collettività.”

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