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Cinque ore sul treno Roma-Ancona,
l’Odissea arriva in Parlamento

TRASPORTI – Viaggio interminabile sul FrecciaBianca di mercoledì, deviato ad Orte con un’ora e mezzo di ritardo e senza nemmeno una bottiglia d’acqua per i passeggeri. Il disagio sta diventando la prassi ad agosto, il deputato Lodolini presenta l’interrogazione al ministro Delrio
mercoledì 9 agosto 2017 - Ore 18:16
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Cinque ore per tornare dalla capitale in treno, quasi la normalità in questi primi giorni di agosto, quando il FrecciaBianca Roma-Ravenna è stato più volte deviato a Orte sulla linea Terontola prima di tornare a Foligno. Una deviazione che allunga il percorso di circa un’ora e mezzo, portando il tragitto finale ad oltre 5 ore. E’ successo anche mercoledì 8 agosto, testimone il deputato Emanuele Lodolini, a bordo del treno insieme ad altri 300 passeggeri. Partenza alle 16.55 e arrivo oltre le 22, senza nemmeno una bottiglia d’acqua per i viaggiatori. “Molto più di un semplice disservizio, perché emerge da un quadro complessivo complicato” commenta Lodolini, anticipando che presenterà una interrogazione al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per avere risposte e impegni certi per rendere sopportabile il viaggio sulla tratta Ancona – Roma. “Lo dico riconoscendo certamente alcuni importanti miglioramenti apportati relativamente ai mezzi e ai tempi di percorrenza della stessa tratta – aggiunge Lodolini -. Così come importante è stata l’inaugurazione del doppio binario sulla tratta Montecarotto – Castelbellino – Castelplanio – Cupramontana. La Orte – Falconara è una delle infrastrutture più importanti e strategiche per la Regione Marche, un vero ponte fra Ancona e Roma, fra l’Adriatico e il Tirreno. Il mio impegno e la mia iniziativa è di aprire presto nuovi cantieri”. Eppure, Lodolini continua sottolineando che da agosto il Freccia Bianca varie volte a Orte è stato deviato. “Inoltre il vagone ristorante risulta spesso sprovvisto di generi alimentari primari nonostante la pubblicità dagli altoparlanti: addirittura senza acqua e caffè come ieri. Le motivazioni addotte sono diverse e varia dall’impossibilità di rifornimento a Terni vista la deviazione a Orte a furti nel magazzino della ditta fornitrice di Ravenna che da oltre un mese impedirebbe alla stessa di rifornire il convoglio. Oltre a me c’erano a bordo almeno altri 300 passeggeri. Trenitalia dovrà dare risposte precise al ministro ed al governo nel rispetto di tutti coloro, come me, che scelgono di avvalersi di un servizio e che hanno diritto a tempi certi e condizioni di viaggio decorose” conclude il deputato.

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