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Crac Banca Marche,
chiesto il processo
per 17 ex amministratori

ANCONA – La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici dell'istituto di credito tra cui Massimo Bianconi, Michele Ambrosini e Lauro Costa. Dei 18 indagati archiviata la posizione solo dell'ex vice dg Leonardo Cavicchia
venerdì 18 Agosto 2017 - Ore 19:44
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Massimo Bianconi

Crac Banca Marche, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 ex amministratori. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata al gup Carlo Cimini a luglio, entro due o tre mesi sarà fissata l’udienza, le conclusioni della Procura di Ancona si sono apprese oggi. Dei 18 indagati per il fallimento miliardario della vecchia Bm, solo la posizione dell’ex vice direttore generale Leonardo Cavicchia è stata archiviata. Sono sei i capi d’imputazione contestati a vario titolo: bancarotta fraudolenta per Banca Marche e Medioleasing, ostacolo alla vigilanza su Bm e Medioleasing e falso in prospetto. La procura ha chiesto dunque il processo per Giuseppe Michele Ambrosini (presidente Bm), Paolo Arcangeletti (dirigente Bm), Giuseppe Barchiesi (dg Medioleasing), Massimo Battistelli (capo area crediti Bm), Giuliano Bianchi (cda Bm), Massimo Bianconi (ex direttore generale), Bruno Brusciotti (cda Bm), Lauro Costa (presidente Bm), Daniele Cuicchi (capo servizio commerciale Medioleasing), Franco D’Angelo (cda Bm e presidente del collegio sindacale Medioleasing), Claudio Dell’Aquila (vice dg Bm e membro cda Mediolesing), Stefano Gioacchini (ingegnere nucleo tecnico Medioleasing), Giuseppe Paci (capo concessione crediti Bm), Tonino Perini (vice presidente Bm), Marco Pierluca (cda Bm e Medioleasing), Piero Valentini (presidente collegio sindacale Bm), Stefano Vallesi (vice direttore generale Bm e membro cda Medioleasing). I reati contestati a 18 persone nell’inchiesta sul crac di Banca Marche sono la bancarotta fraudolenta patrimoniale (commessa attraverso plurime operazioni di finanziamento disposte a favore di alcuni clienti di Banca Marche e della controllata Medioleasing spa) e la bancarotta fraudolenta impropria (bilanci al 21 dicembre 2010 e al 31 dicembre 2012 e alla situazione semestrale 30 giugno 2012), la cui contestazione consegue alla dichiarazione di stato di insolvenza pronunciata dal Tribunale di Ancona in data 10 marzo 2016. Contestati anche i reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia e il reato di falso in prospetto, in relazione alle notizie circa la situazione patrimoniale della banca inserite nel prospetto informativo redatto in occasione dell’aumento di capitale del febbraio 2012.

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