facebook rss

Dehors tutto l’anno per chi paga
il restauro delle 13 Cannelle,
Italia Nostra: “Proposta ridicola”

ANCONA – L'associazione ironizza: “Dare soldi, vedere fontana? Siamo al baratto, un ritorno al passato per interessi elettorali”. E il comitato rilancia le foto del 2011 per ricordare come era stato assediato il monumento prima del vincolo del soprintendente Cozzolino
lunedì 21 agosto 2017 - Ore 11:26
Print Friendly, PDF & Email

Una veduta della Fontana del Calamo con i dehors dei locali di corso Mazzini prima del divieto imposto dalla Soprintendenza nel 2011

La Fontana del Calamo oscurata dai gazebo prima del vincolo del soprintendente Cozzolino

Dehors tutto l’anno, a patto di pagare restauro, pulizia e vigilanza della Fontana delle 13 Cannelle. L’idea è stata lanciata da Comune e Soprintendenza ai beni culturali (leggi l’articolo), annunciando che sarà aperto un bando rivolto ai commercianti e negozianti di corso Mazzini che vorranno aderire. A chi si impegnerà a finanziare la tutela del monumento saranno concessi più spazi per i tavolini e la possibilità di aprire i dehors tutto l’anno, con l’esclusione solo del mese di gennaio, mentre attualmente è in vigore lo stop da metà ottobre a metà aprile. “Dare soldi, vedere fontana? Proposta ridicola” ribatte l’associazione ambientalista Italia Nostra. “Il Comune di Ancona, nei propri documenti di indirizzo, ha deciso di rintrodurre in città il baratto, almeno per quanto riguarda la tutela dei monumenti – commenta il comitato di Ancona -. Facciamo un esempio: tu metti i soldi per la manutenzione della fonte del Calamo o “tredici cannelle” e noi ti togliamo il vincolo del Ministero per i Beni Culturali che oggi permette ai cittadini ed ai turisti di apprezzare liberamente il bene artistico. Tu così, in cambio di soldi, potrai mettere le sedie sul ciottolato antico attorno alle 13 cannelle durante la “notte bianca” o trasformare il dehor in un deposito magazzino, occupare tutto lo spazio antistante le Cannelle (tutte cose già accadute in un recente passato) arrivando di fatto ad impedire la pubblica fruizione del bene pubblico con esclusione dei tuoi clienti. Si è permesso in passato, davanti alle Tredici cannelle, un uso criticabile dei luoghi pubblici che ha sfruttato il richiamo degli spazi, pregevoli, per incrementare gli introiti delle attività commerciali di pochi, in danno dei cittadini e dei numerosi turisti che non potevano guardare la fonte delle Tredici cannelle ed apprezzare la prospettiva della antica strada cinquecentesca di accesso alla città. Seguendo questa logica potremmo prossimamente barattare il monumento del Passetto dandolo in gestione al gelataio e l’arco di Traiano dandolo al venditore di “moscioli”. Purtroppo per chi ha avuto questa pensata, c’è l’articolo 9 della Costituzione che prevede che lo Stato nelle sue varie articolazioni, compreso il Comune, che rappresenta tutti i cittadini e non solo i commercianti, tuteli il paesaggio, la cultura, i beni storici ed artistici. I cittadini pagano tasse sempre più esose affinché chi lo rappresenta svolga il proprio dovere anche per la conservazione dei beni artistici. E c’è un vincolo del 2011 confermato da un giudizio davanti al Consiglio di Stato nel luglio 2012 – conclude Italia Nostra -. E’ chiaro che il problema non è la presenza di un dehor anche durante i mesi invernali, bensì il fatto che versando soldi si possano eliminare le misure che permettono la fruibilità pubblica del bene storico artistico. Questa sarebbe una mercificazione del bene culturale strappato alla comunità ed asservito ad interessi privati, un ritorno al passato in cambio di cosa, interessi elettorali? Una proposta apparsa “ridicola” anche agli occhi dei possibili destinatari, meglio così.”

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X