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Vendemmia: persi 246mila ettolitri
di vino
per il caldo record

ENOLOGIA - Temperature torride e siccità hanno inferto un duro colpo alle produzioni marchigiane, come anche nel resto d'Italia. E i dati potrebbero peggiorare se non dovessero tornare le piogge e non si dovesse abbassare la colonnina di mercurio
venerdì 25 agosto 2017 - Ore 19:28
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(foto d’archivio)

 

Caldo e siccità fanno svanire dalle Marche 246mila ettolitri di vino. A dirlo sono le prime previsioni di Assoenologi sulla vendemmia 2017. Per quest’anno sono attesi 710mila ettolitri di vino prodotti dai vigneti del territorio, il 25% in meno rispetto alla produzione del 2016 che si è attestata, secondo i dati Istat, su 956mila ettolitri. Ed il dato peggiora ancora (-26%) rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Ad assestare un duro colpo alle vigne marchigiane, così come a quelle di gran parte del resto d’Italia, il clima di questa stagione, caratterizzata per il centro-sud da temperature torride e siccità, come sottolinea l’associazione degli enologi ed enotecnici italiana, che non esclude un ulteriore peggioramento della produzione se l’ondata di caldo, come annunciato dai metereologi, non dovesse arrestarsi. «A memoria d’uomo non si ricorda una stagione come quella in corso, dove gli eventi climatici si sono accaniti con un’inusuale ed eccezionale portata. Un lungo periodo di siccità, fatte salve alcune regioni del nord, che ancora persiste, ha messo a dura prova i vigneti del centro sud Italia che hanno dovuto subire anche una straordinaria ondata di caldo, iniziata sin da maggio, raggiungendo il suo apice nei mesi di luglio ed agosto, tanto che la colonnina del termometro ha fatto spesso registrare valori al di sopra dei 40 gradi. Le nostre stime quantitative − fanno sapere gli enologi − sono riferite alla situazione riscontrata dai colleghi delle 17 sedi periferiche dell’Assoenologi tra la seconda e la terza settimana di agosto, vale a dire quando la quasi totalità dell’uva era ancora sulle piante. Purtroppo, visto il perdurare della siccità e delle alte temperature al centro sud, non è da escludere che ci siano altre consistenti perdite nella produzione di uva».

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