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Assalto ai portavalori
a colpi di kalashnikov:
arrestata la banda (Video)

ANCONA – Sgominato il commando di 8 uomini, tra i colpi messi a segno anche quello in A14 tra Loreto e Porto Recanati nel settembre 2015 per un bottino di 4,7 milioni. Nel covo dei banditi scoperte auto nuove e abiti griffati, vivevano come milionari
mercoledì 30 agosto 2017 - Ore 11:13
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La scena dell'assalto in A12 nei pressi di Pisa, dove i banditi hanno preso di mira due furgoni della Mondialpol

I mezzi incendiati lungo l’A14 nel settembre 2015 dai banditi per coprire la loro fuga. Filmato amatoriale pubblicato da YouReporter.it

Arrestati gli specialisti negli assalti ai blindati portavalori, il commando è stato smantellato nelle prime ore della giornata. Sono finiti in carcere gli 8 componenti della banda, tutti originari di Cerignola in provincia di Foggia e tutti pregiudicati di età compresa tra i 26 e i 46 anni. I poliziotti delle squadre mobili di Firenze, Pisa, Ancona e Foggia con il coordinamento del Servizio centrale operativo della polizia hanno dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura di Pisa per i componenti del gruppo armato con l’accusa di tentata rapina, porto abusivo di arma da fuoco, ricettazione e riciclaggio. Il commando in particolare è accusato dell’assalto a due blindati della Btv Mondialpol sulla A12 all’altezza di Fauglia, in provincia di Pisa, il 30 settembre del 2016, in cui hanno ingaggiato un violento scontro a fuoco con le guardie giurate utilizzando fucili mitragliatori e fucili a pompa. In quella occasione i banditi non riuscirono a forzare la blindatura e fuggirono a mani vuote. Ma gli investigatori della squadra mobile di Ancona erano già sulle tracce del commando di foggiani anche per un altro colpo, quello messo a segno il 30 settembre del 2015. Dalle indagini della squadra mobile della questura di Ancona sono emersi elementi che coinvolgono il commando dei foggiani nell’inferno scatenato in A14. I malviventi era entrati in azione tra i caselli di Porto Recanati e Loreto, attaccando a colpi di kalashnikov due furgoni della Fitist partiti dal caveau di Jesi con un carico di 8 milioni di euro (leggi l’articolo). Nel blitz, i banditi erano riusciti a fuggire con un bottino di 4,7 milioni di euro, lasciando nel terrore le guardie private e un automobilista che ha assistito alla scena.

Tattiche paramilitari, equipaggiamento da guerra e nessuno scrupolo, nel colpo in Toscana non hanno avuto timore di minacciare con i fucili anche una famiglia con bambini a bordo della loro auto, mentre nello scontro a fuoco ingaggiato con le guardie private hanno esploso oltre 130 colpi. Per gli investigatori gli 8 arrestati di Cerignola sono tra i criminali più pericolosi e meglio organizzati nel settore delle rapine a mano armata. Al loro covo nel foggiano i poliziotti sono risaliti grazie all’analisi dei bossoli dei proiettili utilizzati anche nel colpo di Ancona e quindi mettendo in campo una minuziosa attività di intercettazioni, raccolta delle testimonianze e analisi delle telecamere di sorveglianza. L’attività investigativa della squadra mobile di Ancona è stata fondamentale per accertare le responsabilità nel colpo di Pisa da parte di alcuni degli arrestati di questa notte. In particolare, gli agenti della mobile di Ancona hanno arrestato due dei principali criminali del gruppo di fuoco, Paolo Sorbo e Pietro Raffaele, latitanti da febbraio e considerati i componenti più feroci del commando. Durante gli arresti, sono stati ritrovati oggetti e valori riconducibili agli assalti, come ad esempio il camion con doppio fondo adibito sia al trasporto clandestino della batteria di rapinatori, sia delle armi e dell’attrezzatura necessaria per le rapine. Dalla mobile di Ancona sono stati sequestrati anche una pistola, un giubbotto antiproiettile, radio ricetrasmittenti e numerosi telefoni cellulari utilizzati come “citofoni” (parlando cioè solo tra loro), Rolex in oro massiccio, un jammer necessario per impedire l’utilizzo dei telefoni cellulari e schede telefoniche. Mentre facevano scattare le manette, gli agenti hanno potuto constatare che i rapinatori si erano dati alla bella vita con il frutto delle loro rapine: in casa avevano oggetti preziosi e abiti firmati di valore, oltre a vetture nuove.

 

Il portavalori Fitist assaltato il 30 settembre 2015

Il capo della squadra mobile di Ancona Carlo Pinto (a destra) con i colleghi di Firenze, Pisa, Foggia, la dirigente del commissariato di polizia di Cerignola e il dirigente del Servizio centrale operativo Alessandro Giuliano illustrano i risultati dell’operazione che ha portato all’arresto degli 8 banditi

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