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Crac Banca Marche, il 7 novembre
si apre il processo

ANCONA – A giudizio 16 tra ex dirigenti e amministratori accusati a vario titolo di bancarotta e ostacolo alla vigilanza. Ammessi come parti civili il commissario liquidatore di BM Bruno Inzitari e la Banca d'Italia
giovedì 14 Settembre 2017 - Ore 19:25
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Crac Banca Marche, prenderà il via il 7 novembre il processo che vede indagati 16 tra ex dirigenti ed amministratori dell’istituto di credito per il fallimento miliardario. Ammesse dalla procura di Ancona come parti offese sia la vecchia Banca Marche, nella persona del commissario liquidatore Bruno Inzitari, sia la Banca d’Italia. Questo non esclude che altre persone giuridiche o fisiche (azionisti, privati o fondazioni) possano costituirsi parti civili nel processo. Davanti al gup Carlo Cimini si terrà l’udienza preliminare del procedimento che vede contestati, a vario titolo, dalla bancarotta fraudolenta e documentale, al falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza degli enti di controllo. La procura ha ottenuto il rinvio a giudizio per Giuseppe Michele Ambrosini (presidente Bm), Paolo Arcangeletti (dirigente Bm), Giuseppe Barchiesi (dg Medioleasing), Massimo Battistelli (capo area crediti Bm), Giuliano Bianchi (cda Bm), Massimo Bianconi (ex direttore generale), Bruno Brusciotti (cda Bm), Lauro Costa (presidente Bm), Daniele Cuicchi (capo servizio commerciale Medioleasing), Franco D’Angelo (cda Bm e presidente del collegio sindacale Medioleasing), Claudio Dell’Aquila (vice dg Bm e membro cda Mediolesing), Giuseppe Paci (capo concessione crediti Bm), Tonino Perini (vice presidente Bm), Marco Pierluca (cda Bm e Medioleasing), Piero Valentini (presidente collegio sindacale Bm) e Stefano Vallesi (vice direttore generale Bm e membro cda Medioleasing). Stralciata invece la posizione di Stefano Gioacchini (ingegnere nucleo tecnico Medioleasing), la cui posizione dovrà essere rivista in seguito alla richiesta di patteggiamento. I pm titolari delle indagini Andrea Laurino, Serena Bizzarri e Marco Pucilli hanno chiesto l’archiviazione per l’accusa di associazione a delinquere per la mancanza di prove di una organizzazione in pianta stabile e contestano in particolare la gestione del credito senza adeguati credenziali. Addebiti vengono mossi anche per la formazione dei bilanci in cui non si sarebbe tenuto conto dei crediti deteriorati con perdite nascoste a soci.

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