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Giudice di Pace, il sindaco Pugnaloni:
“Speriamo che il ministro ci ripensi”

OSIMO - Il primo cittadino di Osimo commenta la decisione del Gardasigilli. "Solo Castelfidardo aveva accettato di condividere le spese di gestione, con Loreto era intavolato il dialogo e ci apprestavamo a risolvere la situazione al San Carlo inagibile per questione post terremoto, con i soldi già a bilancio" ricorda
mercoledì 4 ottobre 2017 - Ore 12:05
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L’ex palazzo di giustizia di Osimo che ospitava anche l’Ufficio del Giudice di Pace

Simone Pugnaloni

“Il Comune non è rimasto fermo di fronte alla possibilità di riportare in città l’ufficio, perché entro la scadenza del 30 settembre 2017 aveva protocollato una richiesta di nuova proroga poiché eravamo ad un passo dal reperimento delle risorse necessarie. Oggettivamente le difficoltà non erano poche. Avevamo trovato una sede in centro ad un costo consono per il bilancio comunale, il problema principale era sostenere la spesa per il personale. Il solo Comune di Castelfidardo era disponibile a compartecipare con una unità, mentre a Osimo ne toccavano due, di cui una da identificare ancora, con il tentativo ancora in corso di chiederlo al Comune di Loreto. Purtroppo il ministero non ha dato la possibilità di avere il tempo necessario negando fin da ora la deroga”. Il sindaco. Commenta così il sindaco Pugnaloni la decisione del ministero di escludere Osimo dalla sedi del presidio giudizioario (leggi l’articolo).

“L’ultima decisione in merito spetta al ministro ma abbiamo subito interessato i nostri parlamentari a Roma per avere la possibilità di agire di nuovo in sede ministeriale. Per noi resta la speranza che il ministro possa comprendere e rivedere la sua scelta. Tanto più che ci apprestavamo a risolvere la situazione al San Carlo inagibile per questione post terremoto, con i soldi già a bilancio per la avere la certificazione anti-sismica e ospitare così in futuro la sede del giudice di pace abbattendo i costi. La discussione in consiglio, con un emendamento approvato all’unanimità, non è stata vana, ma non sapevamo che il giorno seguente sarebbe arrivata la comunicazione ministeriale”.

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