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Londra, auto sulla folla: osimano
in salvo a pochi metri dal museo

OSIMO - Federico Gallo Perozzi, studente in un college a York, oggi pomeriggio era con alcuni amici in un ristorante di Kensington, quando è stato travolto dalla folla in fuga che si è asserragliata nel locale. "Ci siamo rinchiusi in uno sgabuzzino nei sotterranei per 10 minuti, terrorizzati e convinti che fosse successo un attentato. Poi è arrivata la polizia" racconta
sabato 7 Ottobre 2017 - Ore 22:40
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Londra, i mezzi della polizia nell’area del Museo di Scienze naturali a Kensigton (foto Ansa)

Undici persone ferite, un’auto piombata sulla folla davanti al Museo di storia naturale. Cera anche uno studente osimano, a Londra tra la gente nel panico che oggi pomeriggio cercava di fuggire dall’area di Kensington. Secondo Scotland Yard si sarebbe trattato di un incidente stradale. Verso le 14,20 ora locale (le 15,20 in Italia) Federico Gallo Perozzi si trovava poco distante dal museo. Il 23enne era seduto con alcuni amici ad un tavolo del ristorante ‘Honest Burgers’, a 100 metri dall’ingresso della fermata della metro di South Kensington. “Stavamo mangiando quando all’improvviso abbiamo sentito degli spari. Subito dopo dopo abbiamo visto entrate nel locale una ressa di gente che si accalcava impaurita. – racconta a telefono- In quel clima di terrore siamo fuggiti anche noi e abbiamo cercato un posto sicuro dove nasconderci sempre all’interno del locale. Con altre 20 persone ci siamo ritrovati nel piano sotterraneo del ristorante rinchiusi in uno sgabuzzino, una specie di dispensa dove erano conservati alimenti. C’era chi piangeva, chi diceva di aver paura di morire”.

Lo studente è figlio dell’imprenditore osimano Pier Stefano Gallo Perozzi. E’ laureato in ‘Media, Comunicazione e Pubblicità’ allo Iulm di Milano e da qualche mese si trova in Inghilterra per frequentare le lezioni in un college a York, per perfezionare la lingua in vista dell’iscrizione a un master universitario. Oggi pomeriggio aveva raggiunto la capitale del Regno Unito per incontrare  tre amici. Dopo essere stato travolto dalla folla, nell’atto di fuggire per le scale del locale si è procurato anche delle leggere escoriazioni ad un braccio.

Federico Gallo Perozzi

I momenti trascorsi al chiuso dello stanzino sono sembrati interminabili. “In quello spazio ristretto era acceso un monitor collegato alle telecamere installate nelle sale al piano superiore del locale – ricorda Federico- Dallo schermo non vedevamo nessuno muoversi dentro il ristorante ma sentivamo urla e grida che provenivano dalla strada, dall’esterno. Sono stati minuti lunghissimi. Ci terrorizzava il pensiero che da un momento  potesse entrare qualcuno armato, che cominciasse a sparare. Sentivamo le sirene dei mezzi di polizia e anche gli elicotteri che sorvolavano la zona ed eravamo tutti convinti che ci fosse stato un attentato. Dopo 10 minuti senza notizie, sono entrati nel sotterraneo gli agenti della polizia che ci hanno urlato di andarcene, di correre via. Siamo usciti dal ristorante ma non siamo potuti salire sulla metro perché nel frattempo era stata chiusa. Siamo tornati a piedi verso casa degli amici che mi ospitano, sconvolti e preoccupati”. La polizia britannica non considera per il momento l’episodio come un atto di terrorismo ma l’intelligence sta cercando di stabilire l’esatta dinamica dei fatti.

 

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