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Piccola Industria a convegno,
Mingarelli: «Siamo il benessere del territorio,
il credito ci sostenga»

INTERVISTA - Il patron di Diasen e presidente del gruppo piccola industria di Confindustria racconta il suo impegno nell'impresa 4.0, al centro di un meeting sabato 14 ottobre a Portonovo
venerdì 13 ottobre 2017 - Ore 21:04
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Diego Mingarelli, presidente di Piccola Impresa Marche

di Sara Bonfili

Piccola Industria a convegno, sabato 14 ottobre gli imprenditori si troveranno con il presidente nazionale della categoria Alberto Baban. A rappresentare il gruppo marchigiano di Piccola Industria Confindustria è l’imprenditore fabrianese Diego Mingarelli, titolare di Diasen, azienda produttrice di materiali per l’isolamento termico, acustico, anti-umidità e decorativi, tutti assolutamente green, per cui l’ingrediente centrale e polivalente è il sughero. Appuntamento all’Hotel Excelsior La fonte di Portonovo per l’incontro intitolato “Sul filo dell’innovazione. Visioni e soluzioni per le pmi che sfidano il futuro”. All’evento partecipano imprenditori, come Francesco Casoli e Mingarelli, il presidente di Piccola Industria Alberto Baban, responsabili di settori strategici come il marketing e R&D, rappresentanti del mondo bancario, universitario e ministeriale, il presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli e di Confindustria Marche Nord Claudio Schiavoni. Il meeting ha al centro la promozione di nuovi modelli di business funzionali all’internazionalizzazione, alla ricerca, alla capacità di anticipare e intercettare nuovi mercati.  “Sul filo dell’innovazione” è dedicato a imprese e stakeholders, organizzato, come evento clou nazionale della presidenza Baban, per affrontare i temi dell’innovazione e della rivoluzione digitale che sono il fulcro del piano nazionale della cosiddetta Impresa 4.0.

Abbiamo incontrato il presidente Mingarelli che ci anticipa alcuni temi dell’incontro. Diego Mingarelli, cosa fa il gruppo Piccola Industria Marche, in concreto?

«Lavora con progetti strategici per le piccole e medie imprese, per sostenerle, soprattutto su fronti molto importanti come l’accesso al credito, l’istituzione di relazioni, l’internazionalizzazione. Nell’interesse di queste aziende, cerca di rappresentarle riguardo i temi più cari: il tema del credito è ancor più sentito nella nostra regione, visti i riposizionamenti in corso del settore bancario marchigiano, e la crisi che imperversa da nove anni a questa parte. La rete tra imprese crea collaborazione e sana competitività. Se crescono le realtà imprenditoriali piccole, vuol dire che aumenta l’occupazione e il benessere del territorio».

Quali progetti ha sostenuto il gruppo Piccola Industria in questi anni?

«Uno dei progetti di cui vado molto fiero è il Market Place Day, organizzato per la quarta edizione lo scorso maggio ad Ancona. Un evento in cui abbiamo fatto dialogare sulla stessa piazza imprenditori, mondo della ricerca, delegazioni internazionali e startupper».

«Poi abbiamo costituito dei Digital Innovation Hub in collaborazione con le associazioni territoriali – continua – per rendere possibile lo scambio di know-how tra gli esperti di tecnologia e le imprese. Siamo stati inoltre promotori di un protocollo di partnership tra la Protezione Civile e Confindustria per sensibilizzare alla cultura della prevenzione in tutta la penisola, con incontri dedicati alle esperienze esemplari delle aziende».

Un tema d’attualità purtroppo, dato che i danni del sisma avranno strascichi a lungo, per le abitazioni e le imprese.

«Sì, le imprese possono prevenire questi danni. Abbiamo lavorato alla sensibilizzazione alla prevenzione già molto prima del sisma marchigiano, che ha riacceso i riflettori su questo tema. La nostra esperienza è stata raccontata alla conferenza dell’ONU ad Istanbul come caso mondiale».

Nell’incontro di Portonovo di sabato prossimo si parlerà anche delle azioni delle pmi marchigiane in coerenza con “il piano nazionale dell’industria 4.0”?

«Piccola Industria Confindustria è stata uno dei protagonisti e dei promotori del piano nazionale. Punteremo l’attenzione proprio su quanto fatto finora. Siamo una regione manifatturiera, d’altra parte, che può competere nel mondo solo mettendosi al passo con i tempi  e ripensando i propri modelli di business proprio nel senso descritto dal piano Industria 4.0».

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