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Supertecnici per la ricostruzione
con il master “Città e territorio”
coordinato dalla Politecnica

ANCONA - Il corso, nuovo ed unico in Italia, coinvolge 40 università ed istituti di ricerca tra cui Istao, Siu ed Inu. Ha l'ambizione di formare, nelle aule e sul campo delle zone rosse, specialisti che possano essere di aiuto ai comuni del cratere e con una visione ampia degli strumenti urbanistici da applicare ai territori in crisi
sabato 14 Ottobre 2017 - Ore 17:08
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La cerimonia di inaugurazione del master “Città e territorio” al Contamination Lab della Politecnica. Da sx, Francescangeli, direttore del dipartimento Simau di Ingegneria, il coordinatore scientifico del master Bronzini, Oliva ex presidente Inu e Tira rettore dell’Università di Brescia

 

Il Contamination Lab della Politecnica

 

 

di Agnese Carnevali

Formare supertecnici che possano intervenire per definire piani di ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti nonché di prevenzione dal rischio sismico. È l’ambizione del master “Città e territorio – strategie e strumenti innovativi per la protezione dai rischi dei territori in crisi» inaugurato questa mattina al Contamination Lab dell’Università Politecnica delle Marche. Un’esperienza nuova ed unica in Italia, che mette insieme 40 università ed istituti di ricerca, dall’Istao alla Società italiana degli urbanisti (Siu) all’Istituto nazionale di urbanistica (Inu) e più di sessanta docenti, che mira a cambiare il metodo di apprendimento nell’alta specializzazione ma anche, e soprattutto, il metodo di gestione del territorio.  Sul primo punto il master, diretto per la parte scientifica da Fabio Bronzini, docente della Politecnica, può essere seguito in streaming o tramite la piattaforma di e-learning con l’aspirazione di diventare internazionale nelle prossime edizioni. Sul secondo, il lavoro degli esperti coinvolti e dei corsisti parte dall’attualità, dai laboratori nelle zone rosse delle aree colpite dai recenti eventi sismici per trovare soluzioni concrete e rapide in tema di ricostruzione. Come spiega il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi: «Nel clima di incertezza che avvolge il futuro dei territori del cratere sismico, nel disorientamento di molti sindaci, che si sono trovati impreparati ad affrontare strategie di rinascita socio-economica post-sisma, che trascendono il loro stretto orizzonte di insediare con urgenza casette di legno, in presenza di una diaspora di una popolazione che anela di tornare alle sue radici, nei luoghi in cui è da sempre vissuta e dove ha costruito le proprie famiglie e le proprie case, l’Univpm ha ritenuto, con l’aiuto disinteressato di più di sessanta docenti, avviare la formazione di tecnici ad alta specializzazione, pronti a dare un aiuto a tanti abitanti di un territorio a rischio di desertificazione».

Un percorso di specializzazione, dunque, le cui competenze acquisite possano tradursi direttamente sui territori. Questo l’intento del master, nato da un’esigenza concreta ed attuale, ribadito dal suo coordinatore Bronzini. «Come comunità scientifica volevamo confrontarci con chi stava gestendo l’operazione di ricostruzione con Errani prima ed ora con la volontà di ripartire insieme ponendoci come organizzazione nazionale unica e partecipata che abbia una visione ampia per dare una mano ai Comuni colpiti dal sisma − le parole di Bronzini −. Una via diversa ed alternativa sia al fenomeno degli archistar a cui affidare progetti di ricostruzione o al brulichio scomposto di tanti ingegneri e tecnici che, legittimamente, si propongono ai cittadini per proporre la ristrutturazione delle abitazioni facendo leva sul fatto che le spese sono sostenuto dallo Stato e non dalle famiglie. Ecco − continua il docente − noi proponiamo un metodo alternativo, una visione d’insieme e condivisa, facendo fronte alla richiesta di tecnici». Rimarca il rettore dell’Università di Brescia, Maurizio Tira: «I Comuni, spesso piccoli e piccolissimi, hanno strutture inadeguate per far fronte all’emergeza. L’idea è che si possa mandare i giovani professionisti a dare una mano agli ingegneri dei Comuni, in modo da dare una mano, fare esperienza, anche per quanto riguarda gli aspetti burocratici e poi certo vivere anche di questo lavoro».

Iniziato lo scorso maggio e giunto a metà del suo percorso, il master vedrà l’avvio dei tirocini sul campo il prossimo marzo per poi concludersi con la presentazione dei progetti tra maggio e giugno prossimo. I primi risultati “in progress” saranno presentanti il 15 dicembre in occasione della Decima giornata di studi Inu a Napoli.

Giuseppe Milano, uno dei partecipanti al master

Giuseppe Milano, originario di Bari, è tra i giovani iscritti al master. «Vorrei acquisire e fornire strumenti di conoscenza perché si possa avviare una cambiamento culturale in ambito di pianificazione urbanistica − afferma −. Il valore aggiunto che spero di poter avere dal master è anche l’aspetto di prossimità, di empatia con le persone. Chi si applica nella ricerca di soluzioni tecniche non può perdere di vista l’elemento sociale per dare risposte adeguate ai fabbisogni della gente, altrimenti si rischia di trovare la soluzione tecnicamente più idonea ma che si possa rivela nel tempo socialmente inefficace».

 

 

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