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Sanità: «Rivedere il sistema
delle mega aziende
e priorità all’assistenza e non ai costi»

ANCONA - La ricetta di Elio Borgonovi, docente di Management pubblico alla Bocconi, illustrata nell'incontro alla biblioteca Amatori. Un excursus attraverso i quarant'anni di storia del sistema sanitario italiano
sabato 21 Ottobre 2017 - Ore 20:51
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da sinistra il professore Franco Amatori, il professore Elio Borgonovi ed il dg di Ospedali riuniti Michele Caporossi

 

Il docente di Management pubblico alla Bocconi, Elio Borgonovi

 

Rivedere il sistema delle mega aziende sanitarie, puntando sul rafforzamento dei livelli intermedi di management ed abbandonare una visione improntata al solo taglio dei costi, perdendo di vista l’assistenza. «Il messaggio deve essere ‘se sei bravo a far stare in salute le persone, ci guadagni’ e non ‘prima mettiamo a posto i conti e poi pensiamo all’assistenza’. E credo che l’Italia abbia le chance per farcela». Così Elio Borgonovi, professore di Management pubblico all’Università Bocconi, guarda al sistema sanitario nazionale, attraverso i suoi quarant’anni di storia. Un excursus fino ai giorni nostri ripercorso alla biblioteca Amatori di Ancona. Dal ’68 e dagli anni dei requisiti minimi degli ospedali alla nascita delle Usl (le Unità sanitarie locali) al passaggio delle competenze alle Regioni fino alla fase dell’aziendalizzazione del sistema con l’introduzione dei sistemi di budget, del contenimento della spesa, del taglio del turn over, con le politiche sanitarie di fatto gestite dal ministero dell’Economia. «Dal 2006 in poi si è ragionato in due fasi: prima mettere a posto i debiti − spiega il docente − e solo in un secondo momento pensare ai livelli essenziali di assistenza. In alcune regioni, al nord e nelle stesse Marche, si è riusciti a far fronte ai bisogni delle persone, ma in alcune realtà questo significa che ad un certo punto dell’anno si interrompono le prestazioni». Il sistema a due velocità, dunque, non funziona. Come anche l’idea che basti la creazione di mega aziende sanitarie per produrre risparmi. «Le aziende grandi non sono di per sé una cattiva cosa, ma è necessario comprendere che allora è indispensabile rafforzare i livelli intermedi di management, altrimenti si rischia lo scollamento tra chi è ai vertici e chi è in trincea» afferma Borgonovi. A sostenere la tesi anche il direttore generale di Ospedali riuniti di Ancona, Michele Caporossi. «Nelle Marche l’azienda sanitaria unica è stata costituita nel 2004, pensando, qui come in tutta Italia, che questo sarebbe bastato a produrre economie di scala e rimettere in ordine i conti. In realtà i costi transazionali di queste operazioni hanno superato le economie prodotte. A riportare in equilibrio i conti del sistema sanitario marchigiano − prosegue Caporossi − è stata un’azione finanziaria prolungata di disinvestimento. Solo oggi si comincia ad investire di nuovo, ma fino all’ultima amministrazione non sono stati fatti investimenti. Questo ha portato al pareggio, mettendo però sullo sfondo i livelli di assistenza».

Non solo il rapporto della sanità con le risorse, ma anche con la politica, i temi trattati da Borgonovi. Dagli anni in cui il peso maggiore «lo avevano i medici, che portarono anche all’introduzione della Tac» agli anni dell’alleanza tra politici e medici – i tempi delle Usl «nelle quali i comitati di gestione erano di fatto uan proiezione dei consigli comunali dove c’erano gli esponenti di maggioranza e minoranza che non erano stati eletti» agli anni ’90 durante i quali «iniziano ad acquisire peso i manager, giunti anche dal privato con il duplice rapporto manager-politica e manager-medici».

Nonostante le difficoltà e trasferimenti sempre più ridotti da parte dello Stato, Borgonovi sostiene che il sistema sanitario italiano possa restistere al mutamento dei tempi. «Nonostante i problemi abbiamo una chance − conclude − e per giocarsela si deve far leva anche sulla motivazione intrinseca delle persone senza pressioni psicologiche di vincoli di bilancio o alimentanto la competitività invece che la cooperazione. Quello italiano è l’unico sistema al mondo che continua ad essere universalistico, solidale ed equo».

(A. C.)

foto di Giusy Marinelli

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