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Salute e vincoli di budget:
«I diritti possono attendere»

ANCONA - L'intervento del sindacalista dell Fp-Cgil a seguito dell'incontro sui quarant'anni del sistema sanitario nazionale alla biblioteca Amatori con il professore Elio Borgonovi
lunedì 23 Ottobre 2017 - Ore 19:16
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Andrea Raschia

 

di Andrea Raschia*

Azienda sanitaria, management, costi, aziendalizzazione, budget, gestione finanziaria, ministero Economia e Finanze. Attorno a questi concetti ruota la discussione sulla salute, diritto universale, costituzionale, e i sistemi sanitari più efficaci per garantirla. Concetti più volte rimbalzati nel salone affrescato della splendida biblioteca Amatori.

Le tappe ripercorse nella puntuale ed efficace ricostruzione di Elio Borgonovi, nel suo intervento “La salute e i vincoli della ‘scienza triste’: quasi 40 anni di sistema sanitario nazionale”. I passaggi chiave nell’evoluzione del nostro Sistema sanitario nazionale, mettono in luce le profonde innovazioni, senza nascondere le ombre, evidenziando progressivi tagli alle risorse dedicate. Gli addetti ai lavori non sembrano scomporsi più di tanto. Né sembra che affiorino dubbi. Nonostante lo stesso dg di Ospedali Riuniti insista sull’eccessivo peso dell’azione finanziaria causa del conseguente disinvestimento.

Finché sul finire della conferenza “la casalinga di Voghera” banalmente domanda: “Che c’azzecca la tutela della salute con la contabilità? È eticamente sostenibile rinviare cure necessarie a persone malate per problemi di bilancio?”

La conclusione del relatore è vibrante. Una lectio magistralis per manager e soprattutto per la politica. Da riprodurre affinché tutti ascoltino. Borgonovi definisce il concetto di Azienda usando le parole di Gino Zappa, antesignano dell’Economia aziendale, come: “Sistema di forze strumentali e complementari che agiscono in modo coordinato per il soddisfacimento dei bisogni umani”. Ben poco, dunque, del significato che purtroppo ha finito per acquisire nel corso del tempo, stravolgendo l’iniziale pensiero di Gino Zappa.
Era il 1927. Poi i nostri padri hanno conquistato la Costituzione che, tra opportunità e diritti, all’art 32 afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Intanto, però, non esistono più bisogni umani, men che meno il Bene Comune. Tutto diviene “merce”, con il relativo valore e la possibilità – se è data – di acquistarla.
E la tutela della salute?
I diritti possono attendere.

*sindacalista di Ancona

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