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Taglio a docenti e personale Ata
a rischio l’istruzione nelle Marche

SCUOLA - È la denuncia dei sindacati della scuola. Mancano all'appello 500 unità tra amministrativi e collaboratori scolastici mentre Il prossimo anno scolastico ci saranno 140 insegnanti in meno. Il rischio è il forte ridimensionamento delle classi e dei corsi di studio
lunedì 23 ottobre 2017 - Ore 18:16
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Foto d’archivio

 

Un taglio di 140 posti docenti per il prossimo anno scolastico che rischia di portare al forte ridimensionamento delle classi e degli indirizzi di studio. Mentre ad oggi mancano nelle scuole 558 unità di personale Ata necessarie per garantire la sicurezza, la sorveglianza, l’incolumità degli alunni e il regolare svolgimento dei servizi scolastici, a fronte delle quali sono state autorizzate solo 59 assunzioni aggiuntive. E ancora: nelle zone colpite dal terremoto il prossimo anno verranno cancellati i 57 posti docenti ed i 95 posti Ata assegnati per il 2017/2018. È il quadro allarmante delineato dai sindacati della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals. «Sembra che ufficio scolastico regionale e Regione Marche abbiano ritrovato tra loro armonia rispetto alle dotazioni organiche delle aree colpite dal sisma. Una concordia che ci renderebbe soddisfatti se producesse veramente un mantenimento dei posti docenti ed Ata negli istituti del cratere sismico che invece non ravvisiamo − affermano le segreterie regionali di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals-Confsal −. La realtà, infatti, è ben diversa: il recupero di posti ottenuto in virtù del Decreto Mezzogiorno non è altro che un rimedio temporaneo rispetto all’effettivo taglio operato nei mesi scorsi agli organici strutturali del personale docente ed Ata di quelle scuole. La verità è che nelle zone colpite dal terremoto i 57 posti docenti e i 95 posti Ata assegnati, il prossimo anno non ci saranno più. Si assisterà così ad una crescente riduzione delle classi con pesanti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa. Non meno preoccupanti − continuano le organizzazioni sindacali − risultano le scelte organizzative che afferiscono al sistema scolastico regionale che stanno emergendo dai vari incontri fra direzione regionale e assessorato all’Istruzione. Se infatti verranno confermati i contenuti della nota inviata qualche giorno fa agli Istituti, le conseguenze di tali scelte saranno veramente pesanti: si ipotizza per il prossimo anno scolastico un recupero di almeno 140 posti che produrrà un forte ridimensionamento delle classi e degli indirizzi di studio. A questa prospettiva non rassicurante fa eco un presente non meno allarmante, di cui però nessuno dei due soggetti sembra volersi fare carico. Mancano oggi nelle nostre scuole 558 unità di personale Ata e sono solo 59 le assunzioni aggiuntive che sono state autorizzate. Il sistema scolastico regionale necessita di un’azione sinergica e trasparente in cui ciascun soggetto eserciti pienamente, senza ambiguità, le proprie prerogative. Ci sembra opportuno ricordare − aggiungono ancora i sindacati − quelle attribuite dalla Costituzione alla Regione: competenza esclusiva in materia di programmazione dell’offerta formativa e di dimensionamento della rete scolastica in quanto direttamente connessi alle esigenze socio-economiche di ciascun territorio. Non si può invece ricavare alcun beneficio da una fittizia armonia fra Regione e Usr basata su continui incontri che escludono le rappresentanze sociali e che non forniscono risposte concrete ed esaustive alla cronica carenza di offerta formativa delle Marche».

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