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Dalla Croce Gialla alla macchina
da presa di ‘Suburra’: il sogno
del falconarese Giacomo Scortichini

FALCONARA - Il 26enne, ha partecipato come assistente alla regia della prima unità della serie lanciata da Netflix. Ha lavorato anche a Sense8 delle sorelle Wachowski, registe della trilogia di Matrix. «E pensare che al liceo volevo fare il medico. Il cinema era solo una chimera»
martedì 24 Ottobre 2017 - Ore 22:03
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Giacomo Scortichini sul set de I Medici con il protagonista Richard Madden

I Medici, Sense8 e la serie tv del momento: Suburra. Cosa hanno in comune? Lo zampino di Giacomo Scortichini, falconarese di 26 anni con un passato da milite della Croce Gialla,  lanciato nel mondo della regia di produzioni internazionali che toccano sia il campo televisivo che quello cinematografico. Reduce dalle dieci puntate della serie tutta italiana lanciata da Netflix, dove ha ricoperto il ruolo di assistente alla regia della prima unità, Giacomo ha iniziato il suo percorso dietro la cinepresa con un film interamente girato nelle Marche: Tempo instabile con probabili schiarite di Marco Pontecorvo, uscito nel 2015. Poi, è stata un’escalation che l’ha portato a lavorare nel campo dell’aiuto regia nel remake del kolossal Ben Hur, la prima stagione de I Medici, andata in onda su Raiuno, e la seconda di Sense8, la serie statunitense delle sorelle Wachowski, creatrici della saga di Matrix.  Da tre anni si è trasferito a Roma e lavora senza sosta per portare avanti un sogno che pensava fosse destinato a rimanere nel cassetto. «E infatti – racconta – volevo fare il medico. Fin dal liceo, indossare il camice è stata la mia speranza, mentre il cinema è rimasto sempre il mio pallino. Non pensavo potessi riuscire nel campo della regia, così ho provato il test per entrare alla facoltà di Medicina. Ma non è andata bene e allora mi sono iscritto alle Belle Arti di Macerata». Nel frattempo, anche un’esperienza come volontario della Croce Gialla di Falconara. Poi il grande salto al terzo anno di accademia, con uno stage avallato dal Marche Film Commission: «In quel momento, era disponibile un posto da stagista per il film di Pontecorvo, con John Turturro, Ho colto l’opportunità al volo». E da lì, non si è più fermato. «Dato che conosco bene l’inglese, mi hanno chiamato subito dopo per il remake di  Ben Hur e da quel momento mi sono sempre occupato attivamente del reparto regia, sia come terzo aiuto che come primo assistente».

Scortichini con il cast della serie Suburra

Uno degli ultimi lavori è Suburra, la serie di Netflix sulla malavita romana, nata dall’omonimo film di Stefano Sollima. «È stata la produzione più lunga a cui abbia partecipato. La pre-produzione è iniziata nel dicembre 2016 e abbiamo iniziato a lavorare a novembre dello scorso anno, per poi finire a metà maggio». Ritmi estenuanti che hanno catapultato Giacomo in una realtà dove non ci si ferma mai: «Si sta sul set anche 12 ore al giorno, con una sola pausa di un’ora. È un lavoro a cui mi dedico al 100% e che non avrei mai pensato di raggiungere così all’improvviso. Sono contento che posso fare quello che ho sempre amato». Ma nei weekend, quando può, non dimentica mai di tornare nella sua Falconara.

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