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La Bcc rilancia dopo Carilo:
una sede e 2 filiali nell’Anconetano

ECONOMIA - L'istituto ha deciso di passare al piano B dopo il "no" di Ubi. Intanto il nuovo direttore generale ha completato la riorganizzazione: "fortemente orientata a funzionalità ed efficienza"
martedì 24 Ottobre 2017 - Ore 08:34
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La Bcc di Civitanova e Montecosaro, naufragata la trattativa per rilevare Carilo, rilancia: una sede distaccata e due nuove filiali in provincia di Ancona (leggi l’articolo). Non solo, il nuovo direttore generale, Marco Moreschi, lancia un nuovo modello organizzativo «fortemente orientato alla crescita ed alla valorizzazione di risorse umane e dei territori di riferimento». L’istituto, dopo che Ubi Banca ha cambiato idea sulla cessione di Carilo, incorporandola (leggi l’articolo), ha deciso di continuare con il piano di espansione nell’Anconetano. «L’istituto di viale Matteotti rilancia con decisione, in stretta collaborazione con la futura capogruppo Cassa Centrale Banca, il progetto alternativo, accantonato durante i mesi di trattative con Ubi Banca, per l’apertura di una sede distaccata e due nuove filiali nella provincia di Ancona» dice la Bcc in una nota. «E’ lo stesso territorio che ce lo chiede – dice il presidente Sandro Palombini – ed una banca locale come la nostra, con una capogruppo fortemente orientata al territorio, non può arrendersi di fronte all’inatteso diniego di Ubi Banca». Sull’inatteso semaforo rosso arrivato da Bergamo, la Bcc ribadisce: «La trattativa tra noi e Ubi Banca è andata avanti per oltre 6 mesi e lo scorso 14 settembre abbiamo ufficializzato la nostra proposta di acquisto coerentemente alle proposte che erano pervenute da Ubi Banca». In proposito è stata inviata a Bankitalia tutta la documentazione attestante. «E’ paradossale che esponenti di rilievo di Ubi Banca, della ex Banca Marche e della ex Carilo, media, clienti ed operatori economici del nostro territorio ancora pongano in dubbio trattative ed offerta inviata ad Ubi Banca – dice il vice presidente Marco Bindelli – e obbligano la nostra banca a dover dimostrare che operiamo, da sempre, in piena trasparenza e correttezza, al punto di essere stati costretti ad inviare all’organo di vigilanza la documentazione che attesta gli oltre sei mesi di trattative intercorse». Intanto oggi è partita da viale Matteotti una nuova missiva indirizzata all’Antitrust con la quale la Bcc torna a sollecitare all’autorità quanto già richiesto, senza ricevere risposta, lo scorso 11 ottobre, ovvero l’esame valutativo della stessa antitrust sull’operazione di acquisizione di un unico operatore, Ubi Banca, di tre soggetti che operano sul territorio (ex Banca Etruria, ex Banca Marche ed ex Carilo) e di quella che viale Matteotti reputa una «palese operazione di concentrazione – dice Palombini – potenzialmente comportante il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato, proprio in ragione del fatto che la Carilo non appare mai menzionata nel provvedimento pubblicato lo scorso mese di maggio dall’Agcm». Altra novità è il nuovo modello organizzativo. Dopo il suo arrivo a luglio, il nuovo direttore generale Marco Moreschi ha completato il lavoro “monstre” di predisposizione di una nuovissima organizzazione «fortemente orientata alla funzionalità, all’efficienza ed efficacia dei processi, allo sviluppo commerciale, alla crescita ed alla valorizzazione di risorse umane e dei territori di riferimento» spiega il dg.

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