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Attacco dei lupi nella notte:
due pecore morte
L’ovile era vicino a una casa

MAIOLATI SPONTINI - Il titolare dell'azienda agricola, Fiorenzo Gresta ha segnalato i fatti stamattina ai carabinieri forestali. "Non è la prima volta che succede in questa zona, e non è opera di cani randagi - racconta - Devono dirci la verità: i lupi vanno protetti come le nostre pecore e noi che non dobbiamo temere di incontrarli uscendo di casa la sera"
giovedì 26 Ottobre 2017 - Ore 15:32
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La pecora sventata nell’azienda di Maiolati Spontini. Il primo indiziato è il lupo

Attacco dei lupi, due notti fa, in un’azienda agricola di Maiolati Spontini. Una pecora è stata sbranata, un’altra è morta stamattina per la ferita riportata. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri forestali, mentre il servizio veterinario dell’Asur ha già svolto i sopralluoghi. Non è il primo caso registrato nella zona. Al vaglio dei carabinieri c’è anche l’ipotesi secondaria che a colpire sia stato un branco di cani randagi anche se nessuno qui lo ha mai avvisato. Dalla scorsa estate, invece, sono state diverse le notizie arrivate anche al Comando della Polizia locale dell’Unione Media Vallesina sulla presenza di un lupo dal manto grigio-marrone che si sposta nell’area compresa tra Maiolati e Apiro. Per l’azienda agricola Gresta è la seconda ‘mattanza’ di pecore consumata dentro il recinto elettrificato dell’ovile che perimetra quasi 2 ettari anche di macchia. Una protezione adeguata, quindi, per prevenire la visita dei predatori. All’interno, con gli ovini della pregiata razza dei Sibillini coabitano anche due cani.

I carabinieri forestali (foto d’archivio)

“Dall’analisi della carcassa si capisce bene che il predatore era un lupo- commenta amareggiato Fiorenzo Gresta, l’allevatore proprietario dell’azienda agricola di Maiolati Spontini – Da noi saranno almeno 10 anni che non si vedono più randagi perchè il canile comunale funziona benissimo. Inoltre i cani in branco non mangiano come leoni al banchetto della savana, i lupi sì. Lo sappiamo perché già 2 anni fa erano già passati da noi, non lasciando segni così evidenti ma provocando la morte di 4 pecore. L’altra notte ho sentito abbaiare il mio cane, quello che resta libero nel recinto e  che controlla il piccolo gregge. Ho pensato che qualche volpe si muovesse dei paraggi. La mattina ho scoperto che una parte del recinto era stata abbattuta e mancava una delle 9 pecore. L’ho trovata sventrata. Il cane è riuscito a mettere in salvo tutte le altre portandole verso casa. Ma la seconda pecora è stata morsa sulla gola dai predatori (c’erano i segni delle fauci) ed è morta solo stamattina per un’emorragia interna”.

La Regione Marche tutela i lupi ma prevede anche indennizzi agli allevatori per i danni causati agli allevamenti bovini, ovini, caprini ed equini da questi animali o dai cani randagi, a condizione che il recinto elettrificato che li accoglie sia alto almeno 1,8 metri e ci siano 2 cani ogni 40 pecore. I piccoli allevatori rischiano, insomma, di investire in infrastrutture esagerate, non commisurate al valore commerciale del proprio gregge. “Nel mio caso allevamento di pecore non rappresenta l’attività prevalente dell’azienda, ma certo anche io ho subito danni” evidenzia Gresta. “Le istituzioni dovrebbero essere più chiare: abbiamo saputo che da luglio ci sono stati altri attacchi nella nostra zona. – rimarca senza per questo gridare ‘al lupo, al lupo’ – Ci dicano la verità, perché magari c’è stato un ripopolamento di questi animali che vanno sicuramente protetti, proprio come le nostre pecore, (le mie a tutela della biodiversità) e noi stessi che non dobbiamo avere timore di incontrare un lupo uscendo di casa per andare a vedere le stelle. Qualcuno deve prendere coscienza che il problema esiste”.

(m.p.c.)

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